Uno studio italiano sugli accessi al pronto soccorso dovuti ad eventi avversi da farmaco fa chiarezza sull’entità del problema e sulle possibili strategie per ridurre il fenomeno, quindi migliorare la sicurezza dell’utilizzo dei farmaci.

Non si tratta di una prerogativa dei medici o dei farmacisti: chiunque ha la facoltà ed è chiamato ad inviare una segnalazione per una reazione indesiderata ad un farmaco, sia essa grave o meno, agli organi competenti. La si può inviare per noi stessi oppure per una persona di nostra conoscenza.
Possono bastare poche informazioni: anagrafica del paziente (iniziali del nome, età, …), data di insorgenza della reazione, durata, azioni intraprese (es. sospensione del farmaco, accesso al pronto soccorso, …), esito della reazione, nonché i dettagli sul farmaco sospetto (nome, dosaggio, modalità di assunzione, …).
Esistono due modalità per fare una segnalazione:
Campagna ideata e realizzata dal Servizio Farmaceutico Territoriale – ASSL Sassari con la collaborazione della Dott.ssa Marila Camboni (SSFO – Università degli Studi di Sassari

Un esempio di come l’analisi statistica dei segnali emergenti dalle banche dati sulle segnalazioni di reazione avversa da farmaco possa permetterci di approfondire le conoscenze riguardo a farmaci, come la lamotrigina, in commercio da decenni.
I radiofarmaci, utilizzati dalla medicina nucleare nella diagnosi e cura dei tumori e non solo, possono causare eventi avversi al pari di ogni altro farmaco. Si tratta di evenienze piuttosto rare e nella maggior parte dei casi di lieve entità, ciò nonostante è utile conoscere i potenziali rischi per poterli sospettare senza ritardi nel momento in cui si dovessero verificare.
La tossicità cardiovascolare associata all’uso di macrolidi e fluorochinoloni impone un’attenta valutazione della popolazione a rischio, aumentando l’incidenza di aritmie fatali, torsioni di punta, infarto miocardico.
Segnalare una reazione avversa da farmaco è un atto fondamentale per il miglioramento della sicurezza dei farmaci e quindi la salute dei pazienti. Quando un farmaco entra in commercio sappiamo molto, ma non tutto, riguardo al suo profilo di efficacia e sicurezza. È attraverso l’analisi statistica su grandi casistiche che si possono identificare anche le reazioni avverse più rare nella pratica clinica.
Un’idea per valutare e migliorare la sicurezza dei farmaci ab initio: utilizzare biomarker di farmacocinetica e farmacodinamica nel design delle sperimentazioni cliniche di fase I e II, per identificare precocemente gli eventi avversi da farmaco.

Nelle Unità di Terapia Intensiva in problema delle interazioni farmacologiche si percepisce più che altrove, dato l’elevato numero di farmaci che si utilizzano nelle cure del paziente in condizioni critiche. Una review della letteratura mette in luce le attuali conoscenze sulle reazioni avverse da farmaco legate ad interazioni farmacologiche.

Pubblicata da EMA la newsletter dei responsabili di farmacovigilanza (QPPV, Qualified Person Responsible for PharmacoVigilance) con aggiornamenti riguardo al sistema informatico di EudraVigilance, le attività della Pharmacovigilance Risk Assessment Commettee (PRAC), il ruolo del Big Data nella valutazione e supervisione dei prodotti medicinali e altro ancora.
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