Eventi avversi cardiovascolari e cerebrovascolari associati agli anticorpi monoclonali anti-VEGF intravitreali: uno studio di farmacovigilanza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Scopo

Analizzare le reazioni avverse da farmaci (ADR) cardiovascolari e cerebrovascolari dopo trattamento intravitreale con anti-VEGF (aflibercept, bevacizumab, brolucizumab e ranibizumab) (VEGF: acronimo di Vascular Endothelial Growth Factor (fattore di crescita dell’endotelio vascolare), una proteina che svolge un ruolo cruciale nell’angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni).

Partecipanti: VigiBase, un database globale di segnalazioni di sicurezza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Progetto: Studio di farmacovigilanza.

Metodi

Le segnalazioni di casi individuali di sicurezza (ICSR) di ADR cardiovascolari e cerebrovascolari dopo trattamento intravitreale con anti-VEGF sono state confrontate con quelle riportate nel database completo. Dal 2004 al 2023, si sono verificate 23.129 ADR dopo terapia intravitreale con anti-VEGF e 25.015.132 ADR associate a qualsiasi farmaco (database completo).

Principali misure degli obiettivi

 Sono stati calcolati il Reporting Odds Ratio (ROR) e le Componenti Informative (IC). L’endpoint dell’intervallo di confidenza inferiore al 95% della componente informativa (IC025) è stato utilizzato per il reporting Bayesiano sproporzionato. I confronti tra farmaci sono stati effettuati utilizzando il Rapporto tra Odds Ratio (rOR).

Risultati

Rispetto al database completo, gli anti-VEGF sono stati associati a un aumento delle segnalazioni di infarto miocardico, angina pectoris, aritmie tra cui fibrillazione atriale, flutter atriale, fibrillazione ventricolare, tachicardia sopraventricolare (tutti IC025 > 0, ROR>1), ipertensione e crisi ipertensive. Inoltre, gli anti-VEGF sono stati associati a una maggiore segnalazione di ADR cerebrovascolari come infarto cerebrale, stenosi dell’arteria carotide, emorragia cerebrale  ed emorragia subaracnoidea. Il confronto tra farmaci ha indicato che, rispetto al ranibizumab, i pazienti che ricevevano aflibercept mostravano una sottostima complessiva di ADR cardiovascolari e cerebrovascolari come infarto del miocardio, fibrillazione atriale, accidente cerebrovascolare ed emorragia cerebrale.

Conclusioni

 In questo studio caso-non caso di farmacovigilanza, si è verificato un aumento significativo delle segnalazioni di reazioni avverse cardiovascolari e cerebrovascolari dopo il trattamento intravitreale con anti-VEGF. Sebbene ranibizumab possa presentare una sicurezza sistemica superiore in termini di caratteristiche biologiche, è fondamentale non sottovalutare l’insorgenza di reazioni avverse cardiovascolari e cerebrovascolari, considerando il suo tasso di segnalazione più elevato rispetto a bevacizumab o aflibercept.

Parole chiave: Anti-VEGF; Reazione avversa cardiovascolare; Reazione avversa cerebrovascolare; Iniezione intravitreale; VigiBase.

Ophthalmology . 2025 Jan;132(1):62-78. Cardiovascular and Cerebrovascular Adverse Events Associated with Intravitreal Anti-VEGF Monoclonal Antibodies: A World Health Organization Pharmacovigilance Study. Jee Myung Yang, Se Yong Jung, Min Seo Kim, et Al.

 Gli autori hanno dichiarato di non avere conflitto di interessi.

Leggi qui lo studio completo

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Centro Regionale FarmacoVigilanza Sardegna

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