Pseudo-iperaldosteronismo indotto dalla liquirizia: un caso clinico

La radice di liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è una pianta ampiamente conosciuta come rimedio terapeutico tradizionale (antiulcera, antispasmodico, antinfiammatorio, antiossidante, antimicrobico, antitumorale, ecc.) e come prodotto dolciario comunemente utilizzato tra la popolazione. Contiene un metabolita attivo, l’acido glicirrizico, che inibisce un enzima renale, l’11 beta-idrossisteroide deidrogenasi di tipo 2 (11-beta-HSD2). In eccesso, ciò può causare tossicità, che si manifesta come pseudo-iperaldosteronismo, una rara complicanza dell’ingestione di liquirizia, di cui esistono finora principalmente casi clinici riportati in letteratura.

Presentiamo il caso di un uomo di 71 anni, ricoverato in terapia intensiva con grave ipopotassiemia (2.3 mmol/L) che nelle sei settimane precedenti aveva ingerito circa 800 g di dolciumi alla liquirizia (contenuto di liquirizia grezza pari a 30,4 g) che sua figlia gli aveva regalato per il suo compleanno.  Affetto da ipertensione, dislipidemia, cardiopatia ischemica, gotta, apnea ostruttiva del sonno trattata con Ossigeno a pressione positiva continua delle vie aeree. Assumeva telmisartan 80 mg al giorno, idroclorotiazide 12,5 mg, amlodipina 5 mg, atenololo 50 mg, aspirina 100 mg, allopurinolo 300 mg, rosuvastatina 40 mg e levotiroxina 50 mcg. Non c’era storia familiare di malattie surrenali o diabete mellito. Beveva circa 6 drink standard di alcol al giorno e non fumava sigarette.

Il cortisolo sierico al ricovero era pari a 333 (riferimento: 100-535 nmol/L). Il cortisolo libero nelle urine nelle 24 ore era pari a 626 nmol/giorno (riferimento: < 130 nmol/giorno). Il livello di aldosterone sierico era pari a 50 pmol/L (riferimento: 100-950 pmol/L), renina < 2, 0 mU/L (riferimento: 3,3-41 mU/L), il rapporto aldosterone/renina era < 25 (riferimento: < 70) e il DHEAS era 1,2 umol/L (riferimento: 0,75-7,70 umol/L).

L’idroclorotiazide è stata sospesa al momento del ricovero per il suo effetto ipokaliemizzante. Il paziente è stato ricoverato nell’unità di terapia intensiva (UTI) per una sostituzione intensiva di potassio ed è stato somministrato lo spironolattone.

Al sesto giorno di ricovero, il potassio era stabile a 4,0 mmol/L con una dose orale di 1800 mg quattro volte al giorno. È stato dimesso dall’ospedale al 9° giorno di ricovero con un livello di potassio pari a 4,0 mmol/L, assumendo telmisartan 40 mg al giorno, spironolattone 50 mg due volte al giorno, prednisolone 40 mg al giorno e senza integrazione di potassio.

Il consumo eccessivo di liquirizia, con il suo metabolita attivo acido glicirrizico, può provocare pseudo-iperaldosteronismo con ipopotassiemia potenzialmente letale. È necessario sensibilizzare l’opinione pubblica e adottare misure quali etichette di avvertenza per mettere in guardia contro il consumo eccessivo.

Clin Case Rep. 2025 Jan 12;13(1). Licorice-Induced Pseudohyperaldosteronism: A Case Report. David D JeYong Mong TanGradon FullerParul Nigam

L’articolo completo in lingua inglese

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