Il litio nella prevenzione del suicidio in pazienti affetti da disturbi dell’umore: review sistematica e meta-analisi

Gli autori hanno condotto una review sistematica con meta-analisi al fine ci confermare l’efficacia del litio nella prevenzione del comportamento suicidario in pazienti affetti da disturbi dell’umore.

 
Il rischio suicidario nei pazienti affetti da disturbi dell’umore è dieci volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Diversi studi hanno mostrato una riduzione del rischio suicidario in pazienti affetti da disturbi dell’umore in trattamento a lungo termine con litio rispetto al placebo o ad altri farmaci.
Metodi: Gli autori hanno condotto una review sistematica con meta-analisi degli studi randomizzati controllati che hanno confrontato il litio con placebo o farmaci attivi relativamente all’effetto sul comportamento suicidario in pazienti affetti da disturbi dell’umore. Al fine di identificare gli studi, gli autori hanno condotto una ricerca utilizzando le seguenti fonti: Medline, Embase, CINAHL, PsycINFO, CENTRAL, registri degli studi clinici, principali libri di testo, siti web di società farmaceutiche che producono il litio o i farmaci di controllo (fino a gennaio 2013). Due revisori hanno valutato gli studi per l’inclusione e hanno estratto i dati. Come misura di out come primario è stato considerato il numero di persone decedute per suicidio, che hanno commesso atti volontari di autolesionismo, e decedute per qualsiasi causa.
Risultati: Sono stati inclusi 48 studi controllati randomizzati (per un totale di 6.674 soggetti), in cui il litio è stato confrontato con placebo o con uno dei seguenti farmaci: amitriptilina, carbamazepina, acido valproico, fluoxetina, fluvoxamina, imipramina, lamotrigina, mianserina, maprotilina, nortriptilina, olanzapina, fenelzina, quetiapina ed ormone tiroideo. Il litio è risultato più efficace del placebo nel ridurre il numero dei suicidi (odds ratio: 0,13; intervallo di confidenza al 95%: 0,03 – 0,66) e delle morti per ogni causa (odds ratio: 0,38; intervallo di confidenza al 95%:0,15 – 0,95). Non è stato osservato un chiaro beneficio del litio rispetto al placebo nella prevenzione degli atti intenzionali di autolesionismo (odds ratio: 0,60; intervallo di confidenza al 95%:0,27 – 1,32). Nella depressione unipolare, il litio è risultato associato ad un ridotto rischio suicidario (odds ratio: 0,36; intervallo di confidenza al 95%:0,13 – 0,98) e ad un inferiore numero didecessi (odds ratio: 0,13; intervallo di confidenza al 95%:0,02 – 0,76) rispetto al placebo. Nel confronto tra il litio e ciascun farmaco attivo considerato, è emersa una differenza statisticamente significativa con la carbamazepina relativamente ai comportamenti autolesivi. Complessivamente, è stata riscontrata una tendenza verso una maggiore efficacia del litio rispetto agli altri singoli farmaci attivi.
Conclusioni: Il litio è un trattamento efficace nella riduzione del rischio suicidario nei pazienti affetti da disturbi dell’umore. E’ possibile che l’effetto antisuicidario del litio dipenda dalla prevenzione degli episodi del disturbo dell’umore, tuttavia dovrebbero essere presi in considerazione anche meccanismi diversi, tra cui la riduzione dell’aggressività e dell’impulsività.
Cipriani A, Hawton K, Stockton S, Geddes JR. Lithium in the prevention of suicide in mood disorders: updatedsystematicreview and meta-analysis. BMJ 2013;346:f3646.

 

 

Link: http://www.bmj.com/content/346/bmj.f3646

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