Sicurezza e tollerabilità del dimetilfumarato, un’analisi dei dati di farmacovigilanza nella regione Sardegna.

Introduzione

La prima descrizione di un uso medico del DMF risale al 1959, quando il biochimico Schweckendiek ne evidenziò i benefici sulla psoriasi [1]. Nel 1994, la DMF è stata approvata in Germania con il nome commerciale Fumaderm® per il trattamento della psoriasi [2]. Successivamente, sono stati proposti diversi nuovi usi terapeutici, come il trattamento della sclerosi multipla [3]. Attualmente in Europa il DMF è disponibile come Tecfidera®, approvato dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) nel 2013 per il trattamento della sclerosi multipla [4] e Skilaren®, approvato nel 2017 per il trattamento della psoriasi [5]. Gli effetti collaterali più frequentemente associati al DMF sono quelli di vampate e disturbi gastrointestinali. Tra gli effetti collaterali meno frequenti vi sono la riduzione del numero di linfociti e i disturbi epatici [6].

Obiettivo

Valutare l’andamento delle segnalazioni di reazioni avverse da DMF nella regione Sardegna.

Metodi

È stata condotta un’analisi sul database della Rete Nazionale di Farmacovigilanza fino al 4 maggio 2022 e per la sola Regione Sardegna, includendo entrambi i medicinali approvati. Sono state calcolate varie frequenze percentuali sulle segnalazioni rilevate.

Risultati

Sono state rilevate 26 segnalazioni, di cui 22 provenienti da operatori sanitari, 4 da pazienti/cittadini, 22 segnalazioni non gravi e 4 gravi. In 16 segnalazioni su 26 (61%), il tempo di insorgenza (TTO) era inferiore a un mese. 8 pazienti su 26 (31%) avevano meno di 35 anni, 7 pazienti su 26 (27%) avevano più di 50 anni, 19 pazienti erano femmine (73%) e 7 maschi (27%).
9 reazioni su 26 (34%) erano caratterizzate da reazioni di ipersensibilità, 7 su 26 (27%) erano reazioni gastrointestinali, una reazione (4%) di linfocitopenia, una reazione con aumento delle transaminasi (4%), una reazione di alopecia (4%). 10 delle segnalazioni (38%) sono state presentate entro novembre 2018, 16 segnalazioni (62%) sono state presentate da agosto 2020 al 4 maggio 2022.

Conclusioni

Le reazioni avverse segnalate sono suddivise in 3 sottogruppi principali, in linea con i dati della letteratura, e sono stati segnalati anche casi di danno epatico e alopecia. Le reazioni avverse riguardano prevalentemente il sesso femminile e la maggior parte delle reazioni non ha richiesto l’ospedalizzazione. Il divario temporale delle segnalazioni tra la fine del 2018 e la metà del 2020 potrebbe essere oggetto di ulteriori indagini per chiarire se è legato ai segnali di farmacovigilanza che hanno portato l’autorità regolatoria europea a ristabilire il rapporto rischio/beneficio per questo farmaco nel 2018.

Bibliografia

  1. Schweckendiek W, Treatment of psoriasis vulgaris. Med Monatsschr 1959; 13: 103-4.
  2. Meissner M, Valesky EM, Kippenberger S, Kaufmann R. Dimethyl fumarate – only an anti-psoriatic medication? J Dtsch Dermatol Ges 2012; 10: 793-801.
  3. Papadopoulou A, D’Souza M, Kappos L, Yaldizli O. Dimethyl fumarate for multiple sclerosis. Expert Opin Investig Drugs 2010; 19: 1603-12.
  4. European Medicines Agency.Tecfidera initial authorisation. Summary of opinion. 27 November 2013. EMA/167897/2013/Rev 2. https://www.ema.europa.eu/en/documents/smop-initial/chmp-summary-positive-opinion-tecfidera_en.pdf
  5. Skilarence 30mg, 120mg gastro-resistant tablets. Summary of product characteristics, EU. Almirall SA, June 2017.
  6. MS AUSTRALIA, Treatments for MS: TECFIDERA® (dimethyl fumarate) (PDF), https://www.msaustralia.org.au/  November 2013.

Vaccini Covid-19 e disturbi mestruali: report del Centro Regionale Sardo di Farmacovigilanza

Introduzione

I vaccini anti-Covid approvati in Italia sono: Comirnaty, Spikevax, Vaxzevria, Janssen, Nuvaxovid. Al 26 marzo 2022 sono stati raccolti nella Banca Dati Nazionale di Farmacovigilanza 134.361 eventi avversi a seguito di vaccinazione, il 69% dei quali riguarda le donne [1]. Per quanto riguarda la regione Sardegna, al 12 maggio 2022, le segnalazioni totali sono 3043, il 63,4% riguarda le donne. Nel luglio 2021, l’Agenzia francese del farmaco ha emesso un’allerta sulle segnalazioni riguardanti le alterazioni mestruali [2]. Il PRAC, in seguito alla pubblicazione di nuovi studi, ha recentemente deciso di approfondire l’indagine [3].
Uno studio di coorte condotto negli Stati Uniti, che ha confrontato la durata del ciclo in una coorte vaccinata rispetto a una coorte non vaccinata, ha mostrato una differenza statisticamente significativa [4]. Uno studio britannico caso-controllo ha rilevato che il 20% della popolazione inclusa ha riferito cambiamenti mestruali, con un’incidenza maggiore nei soggetti con una storia di infezione da Covid [5]. Uno studio norvegese ha mostrato risultati simili [6].

Obiettivo

Descrivere gli eventi avversi relativi ai disturbi mestruali nella popolazione sarda vaccinata contro Covid-19.

Metodi

Abbiamo analizzato le segnalazioni di sospette reazioni avverse presenti nella Banca Dati Nazionale di Farmacovigilanza relativa alla regione Sardegna, dal 27 dicembre 2020 al 30 aprile 2022, abbiamo estratto quelle riguardanti le alterazioni del ciclo mestruale dopo la somministrazione del vaccino Covid-19.

Risultati

Sono state raccolte 78 segnalazioni riferite a tutte e tre le somministrazioni previste. La maggior parte riguardava la Comirnaty, con 56 segnalazioni: 51 erano non gravi, riguardanti cicli mestruali anomali per lunghezza e flusso, amenorrea, dismenorrea; cinque casi sono stati considerati gravi, ma vi erano associati altri eventi avversi (reazioni di ipersensibilità, disturbi autoimmuni, miocardite in un caso). Sei segnalazioni sono state riferite per Vaxevria, con manifestazioni simili a quelle di Comirnaty; in un caso la paziente era trattata con Tamoxifene. Sedici casi sono stati segnalati per Spikevax, con un episodio di sanguinamento in una paziente in menopausa da tre anni. In un caso, la paziente (portatrice di IUD) ha riportato disturbi mestruali in seguito a tutte e tre le somministrazioni del vaccino (due Comirnaty, una Spikevax).

Conclusioni

La diversa distribuzione delle segnalazioni tra i vaccini può essere spiegata dall’aumento della somministrazione di Comirnaty nella popolazione generale e dalla graduale eliminazione di Vaxzevria. I disturbi mestruali sono comuni e possono essere correlati a diverse condizioni, anche se un legame con i vaccini Covid è plausibile, come evidenziato da studi recenti [4-6] e come già osservato per altri vaccini. In particolare, la forte risposta del sistema immunitario creata dai vaccini a mRNA può influenzare l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio, che regola il ciclo mestruale.

Bibliografia

  1. Eleventh AIFA Report on the surveillance of anti-COVID-19 vaccines, Italy, 2022. https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_11.pdf
  2. Agence Nationale de Sécurité du Médicament et des Produits de Santé (ANSM) Point de situation sur la surveillance des vaccins contre le COVID-19 – Période du 23/07/2021 au 29/07/2021, France, 2021. https://ansm.sante.fr/actualites/point-de-situation-sur-la-surveillance-des-vaccins-contre-la-covid-19-periode-du-23-07-2021-au-29-07-2021
  3. Meeting highlights from the Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) 7 – 10 February 2022 | European Medicines Agency. https://www.ema.europa.eu/en/news/meeting-highlights-pharmacovigilance-risk-assessment-committee-prac-7-10-february-2022
  4. Edelman A, Boniface ER, Benhar E, Han L, Matteson KA, Favaro C, Pearson JT, Darney BG. Association Between Menstrual Cycle Length and Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Vaccination: A U.S. Cohort. Obstet Gynecol. 2022; 139: 481-9.
  5. Alvergne A, Kountourides GM, Argentieri A, et al. COVID-19 vaccination and menstrual cycle changes: A United Kingdom (UK) retrospective case-control study. MedRxiv preprint, 2022. https://doi.org/10.1101/2021.11.23.21266709
  6. Trogstad L. Increased Occurrence of Menstrual Disturbances in 18- to 30-Year-Old Women after COVID-19 Vaccination, 2022. Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3998180 or  http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.3998180

Segnalazione di ADR da cittadino: analisi dei dati della Regione Sardegna

Introduzione

La legislazione europea sulla farmacovigilanza è stata modificata con l’adozione del Regolamento UE 2010/1235 [1], che ha introdotto cambiamenti significativi nella partecipazione attiva dei pazienti e degli operatori sanitari al processo di segnalazione delle reazioni avverse ai farmaci (ADR). Negli ultimi anni si è affermata in tutto il mondo una nuova tendenza che consente ai pazienti di segnalare direttamente le ADR alle autorità nazionali di farmacovigilanza [2]. Il consumatore, definito come un professionista non sanitario, è ora considerato anche una fonte di informazioni sulla sicurezza di un medicinale [3].

Obiettivo

Identificare la numerosità e il livello di coinvolgimento dei cittadini nella segnalazione delle ADR in Sardegna.

Metodi

Abbiamo estratto i dati della Regione Sardegna tramite la piattaforma Vigisegn, dal 2013 al 2021, per le ADR, stratificati per anno e qualifica del segnalatore. Le ADR sono state analizzate anche per gravità, esito, SOC (System Organ Classification) e ATC2 (Anatomical Therapeutic Chemical Classification System, livello 2).

Risultati

In Sardegna, dal 2013 al 2021, sono state registrate 6.591 segnalazioni di ADR, di cui 1093 (17%) da parte di cittadini. Tra queste segnalazioni, il 75% è stato classificato come “non grave” e il 37% si è risolto completamente. Dal 2013 al 2021, la partecipazione dei cittadini alla segnalazione di ADR è cambiata in modo significativo, passando dall’1% al 26%. In questo periodo, la maggior parte delle SOC segnalate dai cittadini sono state “Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione” (596), “Patologie del sistema nervoso” (421), “Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo” (328). Per quanto riguarda la SOC “Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella”, è stato registrato un aumento significativo delle segnalazioni: dallo 0% nel 2013 al 73% nel 2021. In questo periodo, la segnalazione da parte del cittadino di patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella ha costituito il 49% delle segnalazioni totali. In termini assoluti, il vaccino ATC J07 è stato il più segnalato dai cittadini con 799 segnalazioni (2737 nel 2021). Le segnalazioni dei cittadini per i farmaci omeostatici del calcio (H05) rappresentano l’81% (48 ADR) delle segnalazioni totali per questo ATC.

Conclusioni

L’aumento delle segnalazioni da parte dei cittadini nel 2017 e nel 2021 può essere ricondotto alle attività di informazione del Centro Regionale a seguito dell’introduzione dell’obbligo vaccinale e della campagna di sensibilizzazione per i vaccini Covid-19. Tale aumento riflette la crescente importanza della farmacovigilanza tra i cittadini, il che significa che un numero sempre maggiore di cittadini ha ormai acquisito gli strumenti necessari per la segnalazione delle ADR, diventando così una fonte significativa di informazioni sulla sicurezza di farmaci e vaccini.

Bibliografia

  1. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010R1235&from=EN
  2. Inácio P, Cavaco A, Airaksinen M. The value of patient reporting to the pharmacovigilance system: systematic review. Br J Clin Pharmacol 2017; 83: 227-246.
  3. Sienkiewicz K, Burzyńska M, Rydlewska-Liszkowska I, Sienkiewicz J, Gaszyńska E. The Importance of Direct Patient Reporting of Adverse Drug Reactions in the Safety Monitoring Process. Int J Environ Res Public Health 2021; 19: 413.

Gestione terapeutica del danno epatico indotto da farmaci idiosincratico e dell’epatotossicità da paracetamolo nella popolazione pediatrica: una revisione sistematica

Il danno epatico indotto da farmaci è un evento avverso raro ma grave che può progredire in insufficienza epatica acuta. Le prove per il trattamento del danno epatico indotto da farmaci nei bambini sono scarse.

In questo articolo è stata rivista in modo completo la letteratura disponibile sulle terapie sia per il sovradosaggio da paracetamolo che per il danno epatico indotto da farmaci idiosincratico nella popolazione pediatrica.

Sono stati inclusi articoli originali condotti in una popolazione pediatrica (< 18 anni) in cui è stato descritto un intervento terapeutico per gestire il sovradosaggio di paracetamolo o danno epatico indotto da farmaci idiosincratico.

I risultati sono stati riassunti in base ai gruppi di età (neonato pretermine, neonati a termine e post termine, neonati, bambini e adolescenti).

Complessivamente, sono state incluse 25 pubblicazioni (15 case report, 6 serie di casi e 4 studi retrospettivi di coorte), tra cui un totale di 140 casi di danno epatico indotto da farmaci pediatrici, dai neonati prematuri agli adolescenti.

N-acetilcisteina è stato usato per trattare 19 casi di sovradosaggio di paracetamolo. N-acetilcisteina (n = 14), acido ursodesossicolico (n = 3), corticosteroidi (n = 31), carnitina (n = 16) e la combinazione di glicirrizina, glutatione ridotto, poliene fosfatidilcolina e S-adenosilmetionina (n = 31) erano le opzioni terapeutiche per il trattamento del danno epatico indotto da farmaci idiosincratico.

Il sistema di ricircolo adsorbente molecolare è stato utilizzato nella gestione del sovradosaggio di paracetamolo (n = 4) o danno epatico indotto da farmaci idiosincratico (n = 2), mentre 20 casi di pediatrici di insufficienza epatica acuta hanno ricevuto una terapia renale sostitutiva continua.

Questa revisione sistematica ha identificato il danno epatico indotto da farmaci nella popolazione pediatrica che ha ricevuto un trattamento specifico.

Questi interventi sembrano essere principalmente estrapolati da prove di bassa qualità dalla popolazione adulta. Quindi, c’è la necessità di studi di alta qualità per testare l’efficacia di terapie note e nuove per il trattamento del danno epatico indotto da farmaci specificamente indirizzate alla popolazione pediatrica.

Bibliografia

Niu, H., Atallah, E., Alvarez-Alvarez, I. et al. Therapeutic Management of Idiosyncratic Drug-Induced Liver Injury and Acetaminophen Hepatotoxicity in the Paediatric Population: A Systematic Review. Drug Saf (2022).

Leggi l’articolo completo qui

Pancreas e reazioni avverse ai farmaci: una revisione della letteratura

Le reazioni avverse al farmaco (ADR) che colpiscono il pancreas rappresentano un gruppo eterogeneo di effetti collaterali che causano danni alle cellule pancreatiche. Vari meccanismi come l’ipersensibilizzazione, la costrizione dello sfintere di Oddi, gli effetti citotossici e metabolici diretti sulle cellule pancreatiche e l’idiosincrasia dose-dipendente portano all’attivazione intrapancreatica degli enzimi pancreatici con conseguente pancreatite acuta indotta da farmaci.

Nonostante il fatto che il pancreas includa un efficiente metabolismo xenobiotico, la sua distribuzione all’interno del parenchima pancreatico differisce a seconda del tipo di cellula: le cellule pancreatiche endocrine hanno una maggiore quantità di enzimi metabolizzanti di fase I e II rispetto alle cellule esocrine; tuttavia, il pancreas esocrino è più suscettibile alla tossicità xenobiotica.

Diversi farmaci sono stati collegati con lo sviluppo del cancro del pancreas che può derivare da effetti proinfiammatori, proliferativi e anti-apoptotici. L’effetto diabetogeno dei farmaci, che è inteso come compromissione della secrezione di insulina, può verificarsi a causa della distruzione diretta delle cellule β, della tossicità sistemica che colpisce le isole pancreatiche e i trasportatori di glucosio della membrana cellulare, dell’induzione della risposta autoimmune di tipo Th1 e della compromissione dei canali del calcio voltaggio-dipendenti nelle cellule β, dello stress del reticolo endoplasmatico e della segnalazione dell’insulina.

In questo lavoro sono stati esaminati i dati disponibili sulle ADR che interessano il pancreas concentrandosi sui patomeccanismi postulati. La ricerca è stata condotta nella Banca dati PubMed (fino al 31 dicembre 2021) per le pubblicazioni sulla lesione pancreatica indotta da farmaci con un meccanismo plausibile dell’evento o della reazione avversa descritta.

I dati relativi alle ADR che interessano il pancreas sono in continua crescita. Nel periodo 2011-2021 sono stati segnalati un totale di 41.064 casi di pancreatite alla FDA Adverse Event.

Una migliore comprensione delle ADR che colpiscono il pancreas può contribuire a migliorare la consapevolezza di medici e pazienti e ridurre i potenziali effetti collaterali dannosi delle terapie implementate.

Bibliografia

Sosnowski, K., Nehring, P. & Przybyłkowski, A. Pancreas and Adverse Drug Reactions: A Literature Review. Drug Saf (2022).

Leggi qui l’articolo completo.

Il CRFV Sardegna pubblica il Bollettino Semestrale di Farmacovigilanza.

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Il nuovo numero del Bollettino di Farmacovigilanza del Centro Regionale è incentrato sulla sicurezza dei vaccini anti COVID-19. L’Uppsala Monitoring Center dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica periodicamente sul proprio sito web un bollettino di Farmacovigilanza. Vista l’attualità e l’importanza degli argomenti trattati, il CRFV Sardegna ha scelto di tradurre fedelmente due articoli del 85°Bollettino di Farmacovigilanza del Centro di Uppsala, in modo da renderli fruibili a tutti gli operatori sanitari della regione e a tutti i pazienti/cittadini.

Leggi qui il Bollettino di Farmacovigilanza.

Un ampio studio di sorveglianza postmarketing dei farmaci biologici per malattie infiammatorie immunomediate in Italia: il progetto VALORE.

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Obiettivo

Lo scopo dello studio è stato quello di esplorare il potenziale di una rete distribuita multidatabase per la sorveglianza postmarketing dei farmaci biologici, tra cui i biosimilari, in pazienti con IMID.

Metodi

Uno studio retrospettivo di coorte è stato condotto usando 13 database regionali italiani relativi al periodo 2010-2019. È stato sviluppato un applicativo per analisi distribuite usando un modello comune di dati studio-specifico personalizzato per questo studio.

Gli autori hanno misurato la prevalenza annuale di utilizzatori di farmaci biologici e la frequenza di cambio tra i farmaci originatori e biosimilari per infliximab, etanercept, e adalimumab separatamente e stratificandoli per anno e per regione. Hanno calcolato il numero cumulativo di utilizzatori e gli anni-persona di esposizione a specifici farmaci biologici approvati per le IMID. Per un certo numero di esiti di sicurezza, è stata calcolata la potenza del campione per stimare gli anni-persona di esposizione e studiare la loro associazione con specifici farmaci biologici approvati per IMID, considerando la differente forza di associazione

Risultati

A partire da una popolazione totale di circa 50 milioni di abitanti provenienti da 13 regioni, sono stati identificati 143,602 (0.3%) utilizzatori di biologici, con un’esposizione cumulativa di 507,745 anni-persona (PYs) durante l’intero follow-up. L’età media degli utilizzatori di biologici era di 49.3 ± 16.3, con un rapporto femmine/maschi di 1,2. La prevalenza annua aggiustata per età degli utilizzatori di biologici è aumentata di 3 volte da 0.7 per 1000 nel 2010 a 2.1 per 1000 nel 2019.

Complessivamente, sono stati identificati 40,996 utilizzatori di biosimilari degli inibitori del tumor necrosis factor (TNF)-α (etanercept, adalimumab e infliximab) negli anni 2015–2019. Di questi, 46% (N = 18,845) hanno cambiato in qualunque momento tra originatori e biosimilari o viceversa.

Per analizzare una moderata associazione (tasso di incidenza 2) tra i farmaci biologici approvati per IMID e gli eventi di sicurezza di interesse, quali la neurite ottica (tasso di incidenza di base 10.4/100,000 PYs) o infezioni gravi (tasso di incidenza di base 4312/100,000 PYs), dovevano essere richiesti un totale di 43,311 PYs e 104 PYs di esposizione per ciascun farmaco biologico rispettivamente. Perciò, usando il network, di 15 farmaci biologici approvati per IMID, l’associazione di questi eventi avversi poteva essere studiata per 4 (27%) e 14 (93%) rispettivamente.

Conclusioni

Il network multi-database del progetto VALORE ha accesso ai dati di più di 140.000 utilizzatori di biologici (> 0,5 milioni PY) proventienti da 13 regioni italiane nel perido 2010-2019, che possono essere ulteriormente incrementati con l’inclusione di dati da altre regioni e da anni più recenti.

Complessivamente, l’esposizione cumulativa di tempo-persona per i farmaci biologici approvati per IMID fornisce un sufficiente potere statistico per studiare associazioni deboli e moderate di quasi tutti i farmaci e i più rilevanti esiti di sicurezza. Inoltre, tale rete può offrire l’opportunità di studiare l’intercambiabilità di originatori e biosimilari tra diversi inibitori del TNF-α in differenti aree terapeutiche in condizioni di vita reale.

Bibliografia

Trifirò, G. et al. “Large-Scale Postmarketing Surveillance of Biological Drugs for Immune-Mediated Inflammatory Diseases Through an Italian Distributed Multi-Database Healthcare Network: The VALORE Project.” BioDrugs : clinical immunotherapeutics, biopharmaceuticals and gene therapy, 1–16. 12 Oct. 2021.

Leggi qui l’articolo completo.

Bollettino di Farmacovigilanza della Sardegna – I semestre 2021.

Il numero è interamente dedicato al tema della vaccinovigilanza dei vaccini contro il COVID-19. Il bollettino riporta aggiornamenti che riguardano i nuovi segnali di sicurezza relativi ai vaccini anti-COVID in uso in Europa emersi durante quest’anno.

La pandemia ha sconvolto tutti i sistemi sanitari del mondo ponendo delle sfide organizzative e cliniche senza precedenti. Allo stesso modo, la campagna di vaccinazione di massa attualmente in corso ha monopolizzato l’attenzione anche della farmacovigilanza e della segnalazione spontanea così come è possibile vedere dai dati di segnalazione della Regione Sardegna relativi al primo semestre del 2021.

Buona lettura!

Centro Regionale di Farmacovigilanza Sardegna

Leggi qui il bollettino relativo al I semetre 2021.

Identificazione e caratterizzazione delle Reazioni Avverse Gravi associate all’interazione tra farmaci in un database di segnalazioni spontanee

Introduzione

L’aumentata presenza di individui con più patologie, soprattutto nella popolazione anziana, ha favorito l’assunzione contemporanea di più farmaci, che possono potenzialmente interagire e i cui effetti clinici sono, ancora, sconosciuti o non ben definiti.

In questo studio si vogliono valutare e caratterizzare le reazioni avverse causate dall’interazione tra più farmaci.

Metodi

Sono state prese in esame le ADRs gravi (2195) inserite tra il primo Gennaio 2015 e il 31 Maggio 2020 nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza della Regione Veneto; criteri di esclusione sono stati: i vaccini, l’assenza di un nesso di causalità definito, probabile o possibile (secondo l’algoritmo di Naranjo), la monoterapia.

Lo studio si è avvalso della piattaforma VigiSegn e le potenziali interazioni sono state valutate attraverso la piattaforma DRUGDEX.

Risultati

La politerapia è una delle cause più comuni di ADRs, tanto maggiore il numero di farmaci in uso, tanto maggiore era il numero di ADRs (95% se in terapia con otto o più farmaci contro il 28% se in terapia con due farmaci). Le interazioni maggiormente riscontrate sono state: aspirina/clopidogrel; aspirina/warfarin; inibitori di pompa protonica/warfarin; antiaggreganti/warfarin. I casi fatali erano rappresentati soprattutto da interazioni tra warfarin con inibitori dell’aggregazione piastrinica e warfarin con antidepressivi. Warfarin era il farmaco più segnalato tra le reazioni avverse di interazione e gli eventi più comuni erano costituiti da emorragie gastrointestinali o cerebrali. È stato notato come l’utilizzo di più farmaci nella popolazione anziana aumenti il rischio di reazioni avverse gravi e la mortalità.

Conclusioni

Le interazioni tra farmaci sono un importante problema di salute pubblica. La popolazione maggiormente interessata è quella anziana di sesso maschile. Le segnalazioni spontanee possono rappresentare uno strumento utile per un monitoraggio puntuale.

Studi futuri dovrannocercare di quantificare le ADRs da interazione farmacologica in modo più sistematico; sarà importante sviluppare delle linee guida e delle strategie di comportamento che aiutino il clinico ad attuare i comportamenti più adeguati conseguentemente la comparsa delle ADRs, infine sarà utile promuovere dei corsi atti a favorire il loro riconoscimento.

Bibliografia

Lara Magro, Elena Arzenton, Roberto Leone, Marilisa Giustina Stano, Michele Vezzaro, Annette Rudolph, Irene Castagna and Ugo Moretti. Identifying and Characterizing Serious Adverse Drug Reactions Associated With Drug-Drug Interactions in a Spontaneous Reporting Database. Frontiers in Pharmacology. 2021 January. PMID: 33536925.

E’ possibile leggere qui l’articolo.

Una revisione sulla sicurezza del N-acetilcisteina ad alte dosi nelle malattie respiratorie croniche

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Introduzione

La N-acetilcisteina è utilizzata nel mondo da più di 50 anni per la malattia polmonare cronica ostruttiva (BPCO), la fibrosi polmonare idiopatica (IPF), le bronchiectasie e l’influenza; inoltre è usata come antidoto al paracetamolo e alla nefropatia da mezzo di contrasto (con una posologia di 300 mg/kg per uso endovenoso per brevi periodi), nelle malattie psichiatriche e neurologiche e nei comportamenti d’abuso.

La N-acetilcisteina nelle malattie respiratorie è autorizzata ad una posologia non superiore ai 600 mg/die, generalmente, in un’unica somministrazione giornaliera. In questa revisione si vuole valutare se dosi superiori a quella autorizzata possano essere più efficaci e altrettanto sicure.

Metodi

Sono stati ricercati tutti gli studi indicizzati su PubMed sino a Gennaio 2020, che avessero nel titolo o nell’abstract la parola: “N-acetylcysteine”, “NAC”, “Respiratory tract infection”, “Cystic fibrosis”, “COPD”, “Bronchitis” o “Idiopathic pulmonary fibrosis”; criteri di esclusione erano: la lingua, l’utilizzo di posologie inferiori ai 600 mg/die, la mancanza di informazioni di sicurezza sul farmaco, o l’assenza all’arruolamento di una patologia respiratoria cronica. Sono stati selezionati 41 articoli.

Risultati

Nell’articolo gli studi vengono suddivisi per posologia e patologia respiratoria (bronchite cronica, BPCO, bronchiectasia, fibrosi polmonare idiopatica). Vengono  discussi  prima i lavori che prendono in considerazione l’utilizzo del N-acetilcisteina ad una posologia di 600 mg/die per os, poi a una posologia di 1200 mg /die per os e in una terza parte ad una posologia superiore ai 1200 mg/die; infine viene considerata la sicurezza e l’efficacia della N-acetilcisteina nella somministrazione endovenosa (viene verificata la sicurezza di dosi pari a 400, 1800, 4800 mg in 500 ml di soluzione glucosata) o inalatoria.

Conclusioni

Studi condotti sull’utilizzo della N-acetilcisteina ad alte dosi nelle malattie polmonari croniche, hanno evidenziato la sua sicurezza e buona tollerabilità; spesso le reazioni avverse sono da attribuire alla patologia in essere o alle terapie concomitanti. Nella bronchite cronica, BPCO e fibrosi cistica è ben tollerata l’associazione della N-acetilcisteina con la terapia corrente, lo stesso non è adeguato per la fibrosi polmonare idiopatica. Studi futuri dovranno andare a valutare l’efficacia e la sicurezza di queste posologie nell’uso in cronico.

Bibliografia

Peter Calverley, Paola Rogliani, Alberto Papi. Safety of N‑Acetylcysteine at High Doses in Chronic Respiratory Diseases: A Review. Drug Safety. 2021 March. PMID: 33326056. E’ possibile leggere qui l’articolo

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