Effetti degli antidepressivi sui parametri cardiometabolici e altri parametri fisiologici: una revisione sistematica e una meta-analisi di rete.

Contesto

Gli antidepressivi inducono alterazioni fisiologiche; tuttavia, l’entità di queste alterazioni nel trattamento con diversi antidepressivi non è chiara. Il nostro obiettivo è stato quello di confrontare e classificare gli antidepressivi in ​​base agli effetti collaterali fisiologici, sintetizzando i dati provenienti da studi clinici randomizzati controllati (RCT).

Metodi

Abbiamo effettuato ricerche su MEDLINE, EMBASE, PsycINFO, ClinicalTrials.gov e sul sito web della Food and Drug Administration (FDA) statunitense dalla creazione del database fino al 21 aprile 2025. Abbiamo incluso studi RCT in singolo cieco e in doppio cieco che confrontavano antidepressivi e placebo nella monoterapia acuta di qualsiasi disturbo psichiatrico. Abbiamo condotto meta-analisi frequentiste a effetti casuali per indagare le variazioni indotte dalla terapia su peso, colesterolo totale, glucosio, frequenza cardiaca, pressione arteriosa sistolica e diastolica, intervallo QT corretto (QTc), sodio, potassio, aspartato transferasi (AST), alanina transaminasi (ALT), fosfatasi alcalina (ALP), bilirubina, urea e creatinina. Abbiamo condotto meta-regressioni per esaminare le associazioni, a livello di studio, tra cambiamenti fisiologici ed età, sesso e peso basale. Abbiamo stimato la correlazione tra la variazione della gravità dei sintomi depressivi e la variazione dei parametri metabolici.

Risultati

Su 26.252 citazioni, 151 studi e 17 report FDA hanno soddisfatto i criteri di inclusione. Il campione complessivo includeva 58.534 partecipanti, confrontando 30 antidepressivi con placebo. La durata mediana del trattamento è stata di 8 settimane (IQR 6,0-8,5). Abbiamo osservato differenze clinicamente significative tra gli antidepressivi in ​​termini di effetti metabolici ed emodinamici, tra cui una differenza di circa 4 kg nella variazione di peso tra agomelatina e maprotilina, una differenza di oltre 21 battiti al minuto nella variazione della frequenza cardiaca tra fluvoxamina e nortriptilina e una differenza di oltre 11 mmHg nella pressione arteriosa sistolica tra nortriptilina e doxepina. Paroxetina, duloxetina, desvenlafaxina e venlafaxina sono state associate ad aumenti del colesterolo totale e, per la duloxetina, delle concentrazioni di glucosio, nonostante tutti i farmaci riducessero il peso corporeo. Vi erano forti prove che duloxetina, desvenlafaxina e levomilnacipran aumentassero le concentrazioni di AST, ALT e ALP, sebbene l’entità di queste alterazioni non fosse considerata clinicamente significativa. Non abbiamo trovato prove concrete che alcun antidepressivo influenzi il QTc o le concentrazioni di sodio, potassio, urea e creatinina in misura clinicamente significativa. Un peso corporeo basale più elevato è stato associato a maggiori aumenti della pressione arteriosa sistolica, ALT e AST indotti dagli antidepressivi, mentre un’età basale più elevata è stata associata a maggiori aumenti della glicemia indotti dagli antidepressivi. Non abbiamo osservato un’associazione tra alterazioni dei sintomi depressivi e disturbi metabolici.

Interpretazione

 Abbiamo trovato solide evidenze che gli antidepressivi differiscono notevolmente nei loro effetti fisiologici, in particolare per quanto riguarda i parametri cardiometabolici. Le linee guida terapeutiche dovrebbero essere aggiornate per riflettere le differenze nel rischio fisiologico, ma la scelta dell’antidepressivo dovrebbe essere effettuata su base individuale, considerando la condizione clinica e le preferenze di pazienti, assistenti e medici.

Dichiarazione Conflitto di Interessi: Tutti gli altri autori dichiarano di non avere conflitti di interesse.

Lancet. 2025 Nov 1;406(10515):2063-2077. Epub 2025 Oct 21.The effects of antidepressants on cardiometabolic and other physiological parameters: a systematic review and network meta-analysis. T Pillinger, A Arumuham, R A McCutcheon, E D’Ambrosio, et al.

L’abstract dello studio in lingua inglese

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41135546

Il lavoro completo in lingua inglese nella rivista The Lancet

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01293-0/fulltext

Nota Informativa Importante di Sicurezza (NIIS) su Rybelsus (semaglutide orale)

È stata approvata una nuova formulazione di Rybelsus® (semaglutide orale, indicato per il diabete di tipo 2), bioequivalente alla precedente, ma con maggiore biodisponibilità. Le corrispondenze di dosi sono: 

  • 1,5 mg (invece di 3 mg), 
  • 4 mg (invece di 7 mg) 
  • 9 mg (invece di 14 mg).

La posologia rimane invariata: una compressa al giorno.

La nuova formulazione sostituirà la precedente, ma durante il periodo di transizione, entrambe le due formulazioni saranno disponibili, con possibile rischio di confusione o errore nella somministrazione. È quindi importante che i pazienti siano informati per evitare sovradosaggi e aumentato rischio di eventi avversi.

Le nuove compresse sono più piccole e rotonde, con blister più compatti rispetto alla formulazione precedente.

Maggiori informazioni sono riportate all’interno del documento correlato.

Si ricorda agli operatori sanitari l’importanza di segnalare le sospette reazioni avverse per garantire un monitoraggio continuo della sicurezza dei farmaci e la tutela della salute dei pazienti.

La NIIS, in formato pdf, nel sito Aifa

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2690608/2025.12.01_NIIS_Rybelsus_IT.pdf

Corso FAD “Uso appropriato degli antibiotici (con approfondimenti EBM)” – Progetto Nazionale AIFA “COSIsiFA”

Nell’ambito del progetto nazionale AIFA “Cittadini e Operatori Sanitari sempre In-formati sul Farmaco (COSIsiFA)”, promosso e finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) mediante fondi destinati alla Farmacovigilanza, si segnala l’attivazione del secondo corso FAD accreditato ECM rivolto a tutti gli operatori sanitari, dal titolo: “Uso appropriato degli antibiotici (con approfondimenti EBM)”

L’obiettivo principale del corso – sviluppato su 4 moduli (per un totale di circa 13 ore) – è di formare dei facilitatori che, nel contesto di incontri locali, possano trasferire informazioni sull’uso appropriato degli antibiotici in diverse infezioni, considerando le evidenze disponibili in letteratura, le resistenze batteriche e la classificazione AWARE dell’OMS.

Il corso promuove l’utilizzo di strumenti ad hoc, come ad esempio l’app Firstline, con informazioni rapidamente disponibili su smartphone o computer su quali antibiotici utilizzare nelle diverse situazioni cliniche.

 Gli argomenti trattati si prestano quindi ad arricchire le competenze, sia dal punto di vista di contenuti che da quello metodologico, anche di chi non dovesse condurre incontri a livello locale sull’argomento.

Al termine del corso, il partecipante avrà migliorato le sue competenze nell’analisi critica della letteratura scientifica, nella valutazione della validità e trasferibilità degli studi clinici, e nella lettura di linee guida e metanalisi secondo approcci basati sull’evidence based medicine (EBM).

Sarà inoltre in grado di promuovere e applicare i principi di appropriatezza prescrittiva nella pratica clinica, integrando strumenti digitali come app dedicate e casi clinici guidati, e di trasferire efficacemente queste conoscenze a livello locale attraverso l’uso di materiali didattici strutturati (slide kit).

Il corso mira a favorire decisioni cliniche consapevoli, migliorando la gestione delle infezioni e contribuendo alla riduzione delle resistenze batteriche.

La formazione è centrata su 4 moduli con propedeuticità progressiva e relativi questionari a risposta multipla disponibili sulla piattaforma di formazione a distanza SAEPE (www.saepe.it).

Questa iniziativa formativa rappresenta la seconda di una serie di 8 corsi che, nell’ambito del progetto COSIsiFA, saranno programmati fino al 2027.

Accedi al corso https://www.saepe.it/corso/uso-appropriato-antibiotici-approfondimenti-ebm

Locandina Corso FAD “Uso appropriato degli antibiotici (con approfondimenti EBM)”- Progetto Nazionale AIFA “COSIsiFA”

Analisi predittiva della sicurezza dei vaccini e degli eventi avversi nelle principali malattie autoimmuni

Abstract

Questo studio valuta gli eventi avversi post-vaccinazione analizzando un ampio set di dati di pazienti con gravi malattie autoimmuni, tra cui tiroidite di Hashimoto n=26.330; artrite reumatoide n=9.251; psoriasi n=5.589; lupus eritematoso sistemico n=4.208; malattia infiammatoria intestinale n=5.831; diabete di tipo 1 n=2.235; vasculite n=466; sindrome di Guillain-Barré n=185; porpora trombocitopenica immune n=623; spondilite anchilosante n=926; sindrome di Sjögren n=269; artrite psoriasica n=2.355; polimiosite n=169; dermatomiosite n=130. Il nostro obiettivo non è quello di confutare l’importanza dei vaccini, ma di sensibilizzare l’opinione pubblica sui potenziali rischi osservati nei pazienti affetti da malattie autoimmuni analizzando i dati dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention).

L’analisi della distribuzione per sesso degli eventi avversi da vaccino evidenzia una costante predominanza femminile nella maggior parte delle patologie autoimmuni. Abbiamo progettato modelli di classificazione predittiva basati sull’apprendimento automatico, identificando i principali fattori predittivi per prevedere eventi avversi gravi (ospedalizzazione o decesso) a seguito della vaccinazione, sulla base di fattori clinici e demografici, tra cui età, sesso, tipo di vaccino, serie di dosi e via di somministrazione. I nostri modelli hanno identificato profili di rischio distinti per eventi gravi in ​​tutte le patologie. I valori di AUC di esempio variavano da 0,90 per dermatomiosite e sindrome di Guillain-Barré a 0,98 per artrite psoriasica, con un’accuratezza del 96% osservata per la spondilite anchilosante. Vasculite e sindrome di Sjögren hanno mostrato punteggi di precisione massimi, mentre la polimiosite ha mostrato un picco di recall (97%).

Inoltre, gli eventi avversi segnalati nella prima settimana e dopo la sesta settimana di somministrazione del vaccino sono di un ordine di grandezza superiori rispetto agli incidenti segnalati in altri intervalli di tempo per tutte le malattie. La comprensione di queste differenze può fornire informazioni su strategie vaccinali più sicure. Riconosciamo il ruolo essenziale dei vaccini per la salute pubblica e sottolineiamo l’importanza di un attento monitoraggio post-vaccinazione nelle popolazioni autoimmuni.

Parole chiave: Spondilite anchilosante; Infiammazione dei vasi sanguigni; Morbo di Crohn; Dermatomiosite; Diabete mellito di tipo 1 (T1D); GBS (sindrome di Guillain-Barré); Tiroidite di Hashimoto (tiroidite di Hashimoto); Ipotiroidismo; IBD (malattia infiammatoria intestinale); PTI (porpora trombocitopenica immune); Diabete mellito insulino-dipendente (IDDM); Diabete giovanile; Polimiosite; Psoriasi; Artrite psoriasica; AR (artrite reumatoide); LES (Lupus Eritematoso Sistemico); Sindrome di Sjögren; Diabete di tipo 1; Vasculite.

Dichiarazione di conflitto di interessi

Dichiarazione di conflitti di interesse: gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse finanziari o relazioni personali che potrebbero aver influenzato il lavoro riportato in questo articolo.

Autoimmun Rev. 2025 Sep 24;24(10):103857. doi: 10.1016/j.autrev.2025.103857. Exploring vaccine safety and adverse events in major autoimmune diseases. Shabnam Sodagari, Nassim Sodagari

Il lavoro completo in lingua inglese

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S156899722500117X?via%3Dihub

Campagna globale per la sicurezza dei pazienti #MedSafetyWeek

L’AIFA aderisce ogni anno alla campagna di comunicazione globale per la sicurezza dei pazienti #MedSafetyWeek.

L’iniziativa mira a sensibilizzare sull’importanza delle segnalazioni dei sospetti effetti indesiderati dei farmaci, utilizzando i canali social per diffondere i materiali condivisi a livello internazionale. 

La campagna è guidata dall’Uppsala Monitoring Center (UMC), il centro collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il monitoraggio internazionale dei farmaci, ed è sostenuta dai membri della Coalizione Internazionale delle Autorità di Regolamentazione dei Medicinali (ICMRA).

Tutte le Agenzie dei medicinali gestiscono sistemi per rilevare e analizzare gli effetti indesiderati dei farmaci. Lo scopo del monitoraggio della sicurezza è quello di ottenere maggiori informazioni sugli effetti indesiderati già noti ed eventualmente scoprirne di nuovi per proteggere i pazienti.

Attraverso la partecipazione alla campagna, AIFA intende ricordare l’importanza della segnalazione degli effetti indesiderati dei farmaci direttamente sul sito dell’Agenzia, seguendo le indicazioni contenute nella pagina dedicata.

https://www.youtube.com/playlist?list=PL5_GT4uemfv9zD9hQjU9BghMQ46lHHW9G

Comunicato Stampa Aifa

https://www.aifa.gov.it/-/aifa-aderisce-alla-decima-edizione-della-medsafetyweek-campagna-di-comunicazione-internazionale-per-un-uso-pi%C3%B9-sicuro-dei-medicinali

Nota Informativa Importante di Sicurezza (NIIS) su Levetiracetam (Keppra® e levetiracetam UCB)

Una nuova siringa graduata da 5mL in grado di erogare fino a 500mg di levetiracetam (Keppra® e Levetiracetam UCB) soluzione orale, utilizzata in bambini di età compresa tra 6 mesi e 4 anni (flacone da 150mL), sostituirà la siringa graduata da 3mL in grado di erogare fino a 300mg di levetiracetam.

Il cambiamento può comportare rischio di errore terapeutico e sovradosaggio: è quindi necessario informare e istruire i caregiver sul corretto dosaggio e sull’uso della nuova siringa.

Si ricorda agli operatori sanitari l’importanza di segnalare le sospette reazioni avverse per garantire un monitoraggio continuo della sicurezza dei farmaci e la tutela della salute dei pazienti.

La NIIS dell’AIFA in formato pdf

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2690608/2025.11.03_NIIS_Levetiracetam_IT.pdf

Uso del paracetamolo in gravidanza: confermate le raccomandazioni europee

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) informa che, alla luce delle più recenti valutazioni scientifiche effettuate a livello europeo, non emergono nuove evidenze che richiedano modifiche alle raccomandazioni in vigore sull’uso del paracetamolo in gravidanza.

Il paracetamolo (acetaminofene), ampiamente utilizzato per il trattamento della febbre e del dolore, può essere impiegato durante la gravidanza, se clinicamente necessario. I dati disponibili non evidenziano associazioni con un aumento del rischio di autismo né con malformazioni del feto o del neonato.

Una revisione condotta nel 2019 dal Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza (PRAC) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sugli effetti del paracetamolo sullo sviluppo neuroevolutivo nei bambini esposti in utero ha concluso che le evidenze disponibili risultano non conclusive e e non supportano modifiche alle attuali raccomandazioni sull’uso in gravidanza. Le esperienze d’uso in ampie coorti di donne in gravidanza confermano, inoltre, l’assenza di rischi malformativi o tossici.

Si raccomanda comunque di utilizzare il paracetamolo durante la gravidanza, alla dose efficace più bassa, per il periodo di tempo più breve possibile e con la frequenza minima compatibile con il trattamento.

L’EMA, in collaborazione con le autorità regolatorie degli altri Stati membri dell’Unione Europea, continuerà a monitorare costantemente la sicurezza dei medicinali contenenti paracetamolo e ad aggiornare le informazioni disponibili qualora emergessero nuovi dati.

Il Comunicato dell’AIFA in formato pdf

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2694929/Comunicato_AIFA_45-2025.pdf

La notizia dell’EMA in lingua inglese

https://www.ema.europa.eu/en/news/use-paracetamol-during-pregnancy-unchanged-eu

Campagna europea sull’uso responsabile dei farmaci da banco – 2025

I farmaci non sono caramelle” è la prima campagna congiunta lanciata dall’Heads of Medicines Agencies – HMA, la rete dei Capi delle Agenzie europee dei Medicinali, che lavora a stretto contatto con l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e con la Commissione Europea per garantire la sicurezza, la qualità e l’efficacia dei farmaci. 

Leggi il foglio illustrativo, segui le indicazioni, usa i farmaci (da banco) in modo responsabile. È questo il messaggio condiviso dalle autorità regolatorie europee che aderiscono alla campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini europei sull’importanza di un uso corretto dei medicinali da banco (Over The Counter – OTC).

La campagna si rivolge a tutti coloro che utilizzano occasionalmente farmaci da banco, come antidolorifici, spray nasali, antiacidi o sciroppi per la tosse.

Questi medicinali possono essere acquistati senza prescrizione medica in farmacia, in parafarmacia o al supermercato. Sono indicati per il trattamento di lievi disturbi, come il dolore, la febbre o il raffreddore. Tuttavia, nessun farmaco è privo di rischi.

Un uso scorretto può causare spiacevoli effetti indesiderati o addirittura dipendenza. Ecco perché è fondamentale, proprio come con qualsiasi farmaco, leggere attentamente il foglio illustrativo e seguire le indicazioni.

I materiali della campagna di comunicazione ” I farmaci non sono caramelle” sono disponibili sui canali social di AIFA (Facebook, Instagram, LinkedIn, Bluesky e YouTube).

Comunicato stampa dell’Aifa sulla Campagna Europea ” Ifarmaci non sono caramelle”

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2694929/Comunicato_AIFA_41-2025.pdf

Materiali della Campagna di Comunicazione

https://www.aifa.gov.it/campagna-sull-uso-responsabile-dei-farmaci-da-banco

Corso FAD “Revisione della terapia e riduzione dei farmaci nell’anziano”- Progetto Nazionale AIFA “COSIsiFA”

Nell’ambito del progetto nazionale AIFA “Cittadini e Operatori Sanitari sempre In-formati sul Farmaco (COSIsiFA)”, promosso e finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) mediante fondi destinati alla Farmacovigilanza, si segnala l’attivazione del primo corso FAD accreditato ECM rivolto a tutti gli operatori sanitari, dal titolo: “Revisione della terapia e riduzione dei farmaci nell’anziano”.

Il progetto COSIsiFA, iniziato il 5 dicembre 2024 con durata triennale, prevede la partecipazione di tutte le Regioni e mira a costruire una rete nazionale e interregionale di gruppi di lavoro dedicati alla formazione e informazione indipendente su un uso sicuro e appropriato dei farmaci, rivolta sia agli operatori sanitari che ai cittadini.

In tale contesto, la Regione Sardegna con il Centro Regionale di Farmacovigilanza (CRFV) Sardegna hanno aderito al progetto e il CRFV Sardegna ha partecipato attivamente alla realizzazione del corso in oggetto, che affronta una tematica di particolare rilevanza clinica: la gestione della polifarmacoterapia nella popolazione anziana.

Il corso si distingue per l’approccio innovativo alla gestione della terapia farmacologica negli anziani, fornendo ai partecipanti conoscenze aggiornate e strumenti operativi per la valutazione dell’appropriatezza prescrittiva.

Quest’ultimo è strutturato in sei moduli didattici che includono videolezioni, materiali di approfondimento, scenari clinici e questionari ECM, per una durata complessiva di 14 ore. L’attività formativa garantisce 14 crediti ECM, è gratuita ed è immediatamente accessibile a tutti gli operatori sanitari della regione Sardegna, fino al 31 dicembre 2025.

Questa iniziativa formativa rappresenta la prima di una serie di corsi che, nell’ambito del progetto COSIsiFA, saranno programmati fino al 2027.

Accedi al corso https://www.saepe.it/corso/corsi-cosisifad/revisione-terapia-riduzione-farmaci-anziano

Locandina Corso FAD “Revisione della terapia e riduzione dei farmaci nell’anziano”- Progetto Nazionale AIFA “COSIsiFA”

Segnalazioni di sospette reazioni avverse a preparazioni magistrali di cannabis per uso medico. (Relazione semestrale gennaio-giugno 2025 Epicentro -Istituto Superiore di Sanità)

Dal 1° gennaio al 30 giugno 2025 sono pervenute al sistema di fitovigilanza 8 segnalazioni di sospette reazioni avverse associate a uso medico di cannabis di cui una relativa ad una pomata contenente “arnica e cannabinoidi”.

Complessivamente l’età mediana dei soggetti era pari a 45 anni (IQR 36-60,74), più bassa rispetto a quella riscontrata nelle precedenti relazioni; in una segnalazione non era riportata alcuna informazione. Le segnalazioni si riferivano a 5 maschi e 2 femmine e in una segnalazione l’informazione non era riportata. Due segnalazioni l’evento avverso è stato descritto come “invalidante”. La presenza di patologie concomitanti o condizioni predisponenti era indicata in quattro casi e in quattro casi erano indicati altri prodotti assunti in concomitanza, tra cui uno di origine naturale contenente aglio. In 3 segnalazioni non è stato possibile risalire al contenuto di THC e CBD della cannabis.

La durata del trattamento dei galenici magistrali a base di cannabis era indicata in sole tre segnalazioni (rispettivamente pari a 1 giorno, 2 giorni e 2 mesi). In nessuna segnalazione era riportata l’informazione relativa alla posologia della preparazione galenica magistrale, e in un caso era indicato un sovradosaggio. Tutte le segnalazioni sono state valutate secondo le modalità previste dal sistema di fitosorveglianza, in 6 casi la correlazione causale è stata valutata come “possibile”, nei restanti casi come “probabile”.

Le segnalazioni sono pervenute principalmente dalla Toscana (n=4) nei restanti casi rispettivamente in Liguria, Calabria, Marche e Veneto.

 I segnalatori erano in egual misura medici (n=4) e farmacisti (n=4). Il numero delle segnalazioni rimane basso, anche se il leggera crescita rispetto al semestre precedente.

Si ritengono necessarie attività di sensibilizzazione relativamente alla importanza della segnalazione da parte degli operatori sanitari per la rivalutazione continua del profilo beneficio rischio delle preparazioni magistrali a base di cannabis a uso medico.

https://www.epicentro.iss.it/cannabis-uso-medico/pdf/relazioni-reazioni-avverse-cannabis-1-sem-2025.pdf

Il decreto del 9 novembre 2015 sull’uso medico della cannabis prevede che “nell’ambito delle attività del Sistema di sorveglianza delle sospette reazioni avverse a prodotti di origine naturale coordinato dall’Istituto superiore di sanità (ISS), il monitoraggio della sicurezza sarà effettuato attraverso la raccolta delle segnalazioni di sospette reazioni avverse associate alla somministrazione delle preparazioni magistrali a base di cannabis, secondo le procedure del sistema di fitosorveglianza, informando l’Ufficio centrale stupefacenti della Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della salute”.

Il sito dell’epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato alla Cannabis ad uso Medico

https://www.epicentro.iss.it/cannabis-uso-medico/aggiornamenti

Il sito VigiErbe dell’Istituto Superiore di Sanità dove è possibile segnalare le sospette reazioni avverse ai prodotti naturali

https://www.vigierbe.it

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Centro Regionale FarmacoVigilanza Sardegna

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