I farmaci anti fattore di crescita vascolare endoteliale per il trattamento della degenerazione maculare senile

logo Cochrane CollaborationI risultati di una revisione della Cochrane Collaboration indicano l’efficacia degli agenti anti-VEGF (pegaptanib, ranibizumab e bevacizumab) in termini di mantenimento della acuità visiva e dimostrano anche che ranibizumab e bevacizumab migliorano l’acuità visiva.

 

 

 

 

 

 

Background

La degenerazione maculare senile (DMLE o AMD, in inglese) è la causa più comune di perdita della vista grave e irreversibile nelle persone di età ≥55 anni, nel mondo sviluppato. La neovascolarizzazione coroideale (CNV) è una complicanza della DMLE neovascolare nella maggior parte dei casi di perdita grave della vista correlati a DMLE.  Gli agenti anti- fattore di crescita dell’endotelio vascolare (anti-VEGF)  ad iniezione intravitreale hanno lo scopo di bloccare la crescita dei vasi sanguigni anomali negli occhi, per prevenire la perdita della vista e, in alcuni casi, migliorare la vista.

 

Obiettivi

Indagare: (1) gli effetti oculari e sistemici e la qualità della vita associata alle iniezioni intravitreali di agenti anti-VEGF (pegaptanib, ranibizumab e bevacizumab) per il trattamento della DMLE neovascolare, rispetto alle condizioni dei pazienti non trattati  e (2) gli effetti relativi di un agente anti-VEGF a confronto con un altro, quando somministrati in dosi e regimi comparabili.

 

Metodi Di Ricerca

Gli autori hanno condotto la ricerca sulle banche dati elettroniche: Cochrane Central Register of Controlled Trials (CENTRAL), che contiene il registro dei trial Cochrane riguardanti gli occhi e l’apparato visivo (2014, Issue 3), Ovid MEDLINE, (2014, Issue 3), Ovid MEDLINE In-Process and Other Non-Indexed Citations, Ovid MEDLINE Daily, Ovid OLDMEDLINE (gennaio 1946-marzo 2014), EMBASE (gennaio 1980-marzo 2014), Latin American and Caribbean Health Sciences Literature Database (LILACS) gennaio 1982-marzo 2014, il  metaRegister of Controlled Trials (mRCT www.controlled-trials.com ), ClinicalTrials.gov (www.clinicaltrials.gov ) e l’International Clinical Trials Registry Platform (ICTRP www.who.int/ictrp/search/en ) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Non sono state poste restrizioni, né di data, né di lingua, nelle ricerche elettroniche dei trial.  La ricerca è aggiornata al 27 marzo 2014.

 

Criteri di selezione

Sono stati inclusi trial randomizzati controllati (RCT), che confrontano pegaptanib, ranibizumab e bevacizumab o fra di loro o rispetto ad un trattamento di controllo (ad esempio, il trattamento sham o la terapia fotodinamica). Tutti gli studi hanno seguito i partecipanti per almeno un anno.

 

Raccolta  e analisi dei dati

Due autori della review hanno selezionato in modo indipendente i record, estratto i dati e valutato i rischi di bias. Sono stati contattati gli autori dei trial per avere ulteriori dati, sono stati analizzati risultati come i rapporti di rischio (RR) o le differenze medie (MD) e sono state usate le procedure metodologiche standard previste dalla Cochrane Collaboration.

 

Principali risultati

Sono stati inclusi 12 RCT per un totale di 5.496 partecipanti con DMLE neovascolare (il numero dei partecipanti per trial variava da 28 a 1208). Uno studio comparava pegaptanib, tre ranibizumab e due bevacizumab rispetto ai controlli; sei studi hanno confrontato bevacizumab con ranibizumab. Quattro studi sono stati condotti da aziende farmaceutiche; nessuno degli otto studi che hanno valutato il bevacizumab sono stati finanziati da aziende farmaceutiche. I trial sono stati condotti in diversi centri in Nord e Sud America, Europa, Asia e Australia. La qualità complessiva delle prove è risultata molto buona, con la maggior parte degli studi a basso rischio complessivo di bias. Quando confrontati con i trattamenti di controllo, i partecipanti che avevano ricevuto uno dei tre agenti anti-VEGF avevano più probabilità di aver guadagnato 15 lettere o più di acuità visiva, avevano perso meno di 15 lettere di acuità visiva ed avevano una vista di  20/200 o migliore dopo un anno di follow-up. I risultati di acuità visiva dopo bevacizumab e ranibizumab erano simili, quando sono stati confrontati gli stessi regimi negli stessi RCT, nonostante il costo notevolmente inferiore per bevacizumab rispetto a ranibizumab. Nessun trial  ha confrontato direttamente pegaptanib con altri agenti anti-VEGF; tuttavia, rispetto ai controlli, ranibizumab o bevacizumab hanno prodotto  maggiori miglioramenti, nei risultati di acuità visiva rispetto pegaptanib. I partecipanti trattati con anti-VEGF hanno mostrato miglioramenti negli esiti morfologici (es. dimensioni di CNV o spessore retinico centrale) rispetto ai partecipanti non trattati. Dopo un anno, è risultata  una riduzione minore dello spessore retinico centrale tra i partecipanti trattati con bevacizumab, rispetto ai partecipanti trattati con ranibizumab (MD -13,97 micron, IC 95% 26,52 -1,41); tuttavia, questa differenza è all’interno del range dell’errore di misura e non è stata interpretata come clinicamente significativa. Infiammazione oculare e aumento della pressione intraoculare dopo l’iniezione intravitreale sono risultati essere gli eventi avversi gravi più frequentemente riportati. L’endoftalmite è stata riportata in meno dell’1% dei partecipanti trattati e non sono stati segnalati casi nei  gruppi di controllo. Il verificarsi di gravi eventi avversi sistemici era comparabile tra i gruppi trattati con anti-VEGF ed i gruppi di controllo; tuttavia, il numero degli eventi e dei partecipanti alla sperimentazione possono essere stati insufficienti per  rilevare una differenza significativa tra i gruppi. I dati per la funzione visiva, la qualità della vita, e risultati economici sono stati scarsamente misurati e segnalati.

 

Conclusioni degli autori

I risultati di questa revisione indicano l’efficacia degli agenti anti-VEGF (pegaptanib, ranibizumab e bevacizumab) in termini di mantenimento della acuità visiva; è stato anche dimostrato che ranibizumab e bevacizumab migliorano l’acuità visiva. Le informazioni disponibili sugli effetti negativi di ciascun farmaco non suggeriscono una maggiore incidenza di complicanze potenzialmente pericolose per la vista con le iniezioni intravitreali rispetto ai controlli; tuttavia, la dimensione del campione potrebbe non essere sufficiente per rilevare problemi rari di sicurezza. Una ricerca, che valuti  regimi a dosaggio variabile con agenti anti-VEGF, effetti dell’uso a lungo termine, terapie combinate (es. trattamento, anti-VEGF più terapia fotodinamica) e altri metodi di somministrazione dei farmaci dovrebbe essere inclusa nelle future revisioni Cochrane.

 

SD Solomon, K Lindsley, SS Vedula, MG Krzystolik, BS Hawkins.

Anti-vascular endothelial growth factor for neovascular age-related macular degeneration,

Cochrane Database Syst Rev. 2014 Aug 29;8:CD005139. doi:10.1002/14651858.CD005139.pub3.

 

link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25170575

 

 

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