Brevi cicli di corticosteroidi orali quanto possono far male?

È molto comune che il nostro medico di medicina generale, così come lo specialista, ci prescriva un breve ciclo di cortisone: in moltissimi casi ciò migliora notevolmente il decorso clinico di numerose patologie di natura infiammatoria. Si tratta di una terapia generalmente considerata sicura, se si escludono talune categorie di pazienti a rischio; sta di fatto, però, che c’è poca chiarezza riguardo agli effetti dannosi di un breve ciclo di corticosteroidi.

 

 

I corticosteroidi sono potenti farmaci antinfiammatori utilizzati da ben 70 anni nel trattamento di una grande varietà di patologie. Uno dei motivi per cui viene prescritto è la notevole capacità di alleviare, se non altro, la sintomatologia della malattia.

Ciò detto, si tende ad evitare il più possibile l’uso cronico di questi farmaci di natura ormonale, sia per il rischio di eventi avversi acuti quali infezioni, tromboembolia, necrosi avascolare e fratture, sia per il rischio di sviluppare patologie croniche quali diabete mellito, ipertensione, osteoporosi. In effetti, pare che gli eventi avversi da corticosteroidi rappresentino una causa piuttosto comune di ammissione in ospedale, e si è sempre fatto un grande sforzo per produrre delle linee guida volte ad ottimizzare l’utilizzo di questi farmaci nelle numerose discipline mediche.

Conosciamo molto bene le conseguenze a lungo termine delle terapie a base di corticosteroidi; non possiamo dire lo stesso riguardo all’utilizzo a breve termine di questi farmaci, dato che l’evidenza a disposizione è molto scarsa a riguardo.

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal si è prefissato di studiare l’incidenza di alcune reazioni avverse da farmaco tipiche dei corticosteroidi (sepsi, tromboembolia venosa, fratture) in una popolazione di pazienti non ospedalizzati. Per ciascun soggetto, oltre alle informazioni demografiche di base, sono state calcolate le dosi standard giornaliere per le prescrizioni di cortisonici per terapie di durata inferiore ai 30 giorni.

Risultati

  • Su circa un milione e mezzo di pazienti nella coorte di studio, il 21.1% aveva ricevuto almeno una prescrizione per un ciclo breve a base di corticosteroidi;
  • la durata media della terapia è stata di 6 giorni;
  • la dose media è stata equivalente a 20mg di prednisone al giorno;
  • il 20.7% circa di pazienti ha eseguito 2 cicli; un altro 8.8% ha eseguito 3 o più cicli;
  • Le indicazioni terapeutiche più comuni sono state:
    • Infezioni delle vie aeree superiori,
    • Problematiche legate alla colonna vertebrale,
    • Allergie,
    • Bronchite e infezioni delle vie aeree inferiori;
  • L’incidenza di eventi avversi, confrontata con la popolazione che non fa uso di cortisonici, è stata, globalmente:
    • per la sepsi: 1.8 vs 1.0;
    • per la tromboembolia: 4.6 vs 2.4;
    • per le fratture: 21.4 vs 14.3.
  • Gli eventi avversi erano generalmente più frequenti nei pazienti più anziani, nelle donne, nei bianchi e in coloro affetti da patologie multiple.

 

Conclusione

Purtroppo gli autori hanno preso in considerazione solo tre tipologie di evento avverso, inoltre la popolazione di studio aveva un’età inferiore ai 64 anni; in ogni caso, emerge chiaramente un aumento del rischio di andare incontro a determinate patologie; oltretutto, considerando la frequenza con cui vengono prescritti brevi cicli di corticosteroidi per una lunga serie di condizioni cliniche, si capisce che si tratta di un problema sanitario che riguarda non solo l’individuo ma il sistema sanitario in toto. Saranno necessari ulteriori studi più dettagliati per permettere la formulazione di linee guida specifiche in modo da ottimizzare la prescrizione di corticosteroidi anche per brevi periodi.

 

Waljee A. et al. “Short term use of oral corticosteroids and related harms among adults in the United States: population based cohort study”
British Medical Journal, 2017. http://dx.doi.org/10.1136/bmj.j1415

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