Ketamina – esketamina, ruolo nella depressione maggiore e profilo di sicurezza

Aumentano le informazioni disponibili sugli effetti terapeutici e sulla tollerabilità della ketamina, da decenni utilizzata in ambito anestesiologico, e da poco approvata, nella forma di esketamina, nel trattamento della depressione maggiore resistente al trattamento.       La ketamina è un farmaco conosciuto ed utilizzato da decenni in chirurgia per la sua rapida azione anestetica…

Aumentano le informazioni disponibili sugli effetti terapeutici e sulla tollerabilità della ketamina, da decenni utilizzata in ambito anestesiologico, e da poco approvata, nella forma di esketamina, nel trattamento della depressione maggiore resistente al trattamento.

 

 

 

La ketamina è un farmaco conosciuto ed utilizzato da decenni in chirurgia per la sua rapida azione anestetica generale, quando somministrata per via intravenosa. Essa è in grado di generare uno stato di “anestesia dissociativa“, caratterizzata da catalessia, catatonia, analgesia e amnesia, con perdita di coscienza a dosi elevate.

Oltre all’azione sul Sistema Nervoso Centrale, essa possiede un’attività simpaticomimetica, pertanto può causare broncodilatazione con aumento della secrezione bronchiale, nonché aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Può causare inoltre nausea e vomito e, più raramente e più che altro in seguito ad abuso cronico, disturbi a livello del tratto genito-urinario e del rene.

È una sostanza nota anche per il suo potenziale di abuso, utilizzata come droga a scopo ricreativo, per la capacità di causare allucinazioni e uno stato dissociativo caratterizzato da depersonalizzazione e derealizzazione: stati psichici ed emotivi per molti aspetti analoghi alla schizofrenia.

Negli ultimi anni, la esketamina, un enantiomero della ketamina, ha mostrato effetti terapeutici nel trattamento della depressione: è stata infatti approvata recentemente una formulazione per spray nasale che è indicata negli adulti con disturbo depressivo maggiore resistente al trattamento, che non hanno risposto ad almeno due diversi trattamenti con antidepressivi nel corso dell’attuale episodio depressivo moderato o grave. Sono in corso attualmente sperimentazioni cliniche per valutarne efficacia e sicurezza anche nella popolazione pediatrica, al quale potrà fare seguito una estensione delle indicazioni terapeutiche in questa fascia di popolazione.

Per analizzare a fondo la sicurezza e la tollerabilità della ketamina (e di conseguenza dei suoi enantiomeri), ricercatori del Canadian Rapid Treatment Center of Excellence (CRTCE), un centro di cura e ricerca focalizzato sul disturbo depressivo maggiore, hanno analizzato in maniera retrospettiva i dati di pazienti adulti con disturbo depressivo maggiore o disturbo bipolare trattati con infusioni intravenose di ketamina. Lo studio ha inoltre incluso pazienti affetti da disturbo post-traumatico da stress o disturbo ossessivo compulsivo, ammesso che la depressione fosse il motivo di accesso al CRTCE.

Il campione di studio consisteva in un totale di 203 pazienti affetti da depressione maggiore resistente alla terapia, trattati tra luglio 2018 e dicembre 2019 con infusioni intravenose di ketamina, ad un dosaggio di circa 0.5 mg/kg. La sicurezza del trattamento è stata valutata sulla base delle alterazioni emodinamiche (frequenza cardiaca e pressione arteriosa), mentre la tollerabilità è stata valutata attraverso la segnalazione di eventi avversi ed il grado di severità dello stato dissociativo, calcolato sulla base del questionario diagnostico Clinician-Administered Dissociative States Scale (CADSS).

Risultati
Un aumento significativo ma transitorio della pressione arteriosa media e della frequenza cardiaca si è manifestata durante ogni infusione. Il 44.3% dei pazienti è andato incontro a vera e propria ipertensione arteriosa, con valori sistolici e diastolici ≥165/100 mm Hg, il 12% dei quali ha avuto necessità di un intervento farmacologico. Statisticamente, la pressione arteriosa sistolica è aumentata di 17.9 ± 13.4 mm Hg, quella diastolica di 12.9 ± 10.3 mm Hg, mentre la frequenza cardiaca è aumentata di 8.4 ± 10.1 battiti al minuto. Va aggiunto però che 20 minuti dopo il termine dell’infusione i parametri della maggior parte dei pazienti sono tornati a valori molto vicini ai livelli basali.

Meno del 5% dei pazienti si è ritirato dallo studio per problemi di tollerabilità. L’evento avverso più segnalato in assoluto è stata la sonnolenza (56.4%), seguita da confusione mentale (45.2%), dissociazione (35.6%) e nausea (13.3%).

Conclusioni
Sulla base di questi dati, gli Autori concludono che l’infusione intravenosa di ketamina in questa popolazione di pazienti è risultata ben tollerata: nessun paziente ha manifestato episodi psicotici, maniacali, o pensieri di natura suicidaria di nuova insorgenza. Resta il fatto che il trattamento della depressione necessita di un approccio multidisciplinare, e che la ketamina, se si dovesse rivelare una vera e propria opzione terapeutica in futuro, potrà essere somministrata solo in contesti sanitari selezionati.

 

Rodrigues NB et al. (2020) Safety and tolerability of IV ketamine in adults with major depressive or bipolar disorder: results from the Canadian rapid treatment center of excellence,
Expert Opinion on Drug Safety, DOI: 10.1080/14740338.2020.1776699
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