Uso di antibioticI in gravidanza

Uno studio di coorte basato sulla popolazione del Quebec (Canada) stima il rischio di aborto spontaneo correlato a diversi antibiotici ed individua quelli sicuri.

 

 

Benché gli antibiotici siano largamente usati durante la gravidanza, le evidenze riguardo la sicurezza per il feto rimangono limitate.

Obiettivo del lavoro è quantificare la correlazione tra l’esposizione ad antibiotici durante la gravidanza ed il rischio di aborto spontaneo.

Metodi

Gli autori hanno condotto uno studio caso-controllo nidificato sulla Quebec Pregnancy Cohort (che raccoglie i dati di tutte le gravidanze della coorte di donne del Quebec coperte dal Quebec Public Prescription Drug Insurance Plan), tra il gennaio 1998 ed il dicembre 2009.

Sono stati esclusi gli aborti programmati e le gravidanze esposte a farmaci teratogeni. L’aborto spontaneo è stato definito come diagnosi o procedura relativa ad aborto spontaneo entro la ventesima settimana di gestazione. La data indice era definita come la data di calendario dell’aborto spontaneo. I controlli sono stati selezionati in maniera casuale e abbinati per età gestazionale ed anno di gravidanza. L’uso di antibiotici è stato definito come almeno una prescrizione tra il primo giorno di gestazione e la data indice ed è stato comparato (a) con la non esposizione e (b) con l’esposizione a pennicilline o cefalosporine.

I diversi tipi di antibiotici sono stati studiati separatamente, usando gli stessi gruppi di controllo.

Risultati

Dopo aggiustamento per potenziali confondenti, l’uso di azitromicina (Odds Ratio aggiustato [adjusted OR] 1.65, Intervallo di Confidenza al 95% 1.34–2.02; 110 casi di esposizione); claritromicina (adjusted OR 2.35, IC 95% 1.90–2.91; 111 casi), metronidazolo (adjusted OR 1.70, IC 95% 1.27–2.26; 53 casi), sulfamidici (adjusted OR 2.01, IC 95% 1.36–2.97; 30 casi), tetracicline (adjusted OR 2.59, IC 95% 1.97– 3.41; 67 casi) e chinoloni (adjusted OR 2.72, IC 95% 2.27–3.27; 160 casi) sono risultati associati ad aumentato rischio di aborto spontaneo. Simili risultati si sono avuti anche dal confronto con pennicilline e cefalosporine.

Conclusioni

Dopo aggiustamento per potenziali fattori confondenti, l’uso di macrolidi (esclusa l’eritromicina), chinoloni, tetracicline, sulfamidici e metronidazolo nella prima fase di gestazione è risultato associato ad aumento del rischio di aborto spontaneo.

L’aumentato rischio di aborto spontaneo correlato ad azitromicina e claritomicina (rischio aumentato del 65% e di 2 volte, rispettivamente) è coerente con i risultati di due precedenti studi. Per tetracicline e chinoloni è stato segnalato un effetto di classe, che supporta le attuali linee guida usate in ostetricia, che ne sconsigliano l’uso nella prima fase della gravidanza. Il metronidazolo è risultato associato ad un aumento del rischio del 70%, coerente con i risultati di un precedente studio di coorte Medicaid.

L’uso di nitrofurantoina non era associato ad aumento del rischio: questo risultato ne supporta l’uso in alternativa a sulfametoxazolo + trimetoprim, per il trattamento delle infezioni del tratto urinario in gravidanza.

I risultati dello studio possono essere utili per aggiornare le linee guida per il trattamento delle infezioni durante la gravidanza.

 

CMAJ 2017 May 1;189:E625-33. doi: 10.1503/cmaj.161020.

Use of antibiotics during pregnancy and risk of spontaneous abortion.

Muanda FT, Sheehy O, Bérard A.

http://www.cmaj.ca/content/189/17/E625.full.pdf+html

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