Supplementazione di vitamina D in gravidanza

Una revisione sistematica e meta-analisi ne valuta l’associazione con crescita, morbilità e mortalità del bambino.

 

 

Non è chiaro se la supplementazione materna di vitamina D in gravidanza apporti benefici e sia sicura per il bambino.

Obiettivi

Revisionare in maniera sistematica gli studi riguardanti gli effetti della supplementazione di vitamina D in gravidanza su crescita, morbilità e mortalità del bambino.

Metodi

Sono state condotte ricerche su Medline, Embase e Cochrane Database of Systematic Reviews, fino al 31 ottobre 2017, usando le parole chiave vitamina D, gravidanza, trial controllati e randomizzati ed esiti nei bambini.

Sono stati selezionati i trial clinici randomizzati sulla supplementazione di vitamina D in gravidanza e gli esiti nei neonati.

Due autori, in maniera indipendente, hanno estratto i dati e valutato la qualità degli studi. Sono stati calcolati il risk ratio (RR), la differenza di rischio (risk difference RD), la differenza media (MD) e l’Intervallo di Confidenza (IC ) al 95%, tramite meta-analisi ad effetti fissi o ad effetti casuali.

I principali esiti erano la mortalità fetale o neonatale, neonato piccolo per l’età gestazionale (small for gestational age SGA), malformazioni congenite, ricovero in un reparto di terapia intensiva neonatale, peso alla nascita, punteggi di Apgar, livelli di 25-idrossivitamina D (25(OH)D) e calcio, età gestazionale, nascita pretermine, parametri antropometrici neonatali e morbilità respiratoria durante l’infanzia.

Risultati

Hanno soddisfatto i criteri di inclusione 24 trial clinici, con 5.405 partecipanti. La supplementazione di vitamina D durante la gravidanza è risultata associata a minor rischio di ritardo di accrescimento del bambino (RR 0.72; IC 95% 0.52 – 0.99; RD -5.60%; IC 95% da -0.86% a -10.34%) senza rischio di mortalità fetale o neonatale (RR 0.72; IC 95% 0.47 – 1.11) o anomalie congenite (RR 0.94; IC 95% 0.61-1.43).

I bambini, che avevano ricevuto supplementazione prenatale di vitamina D avevano livelli più alti di 25(OH)D (MD 13.50 ng/mL; IC 95% 10.12-16.87 ng/mL), calcio (MD, 0.19 mg/dL; IC 95% 0.003 – 0.38 mg/dL) e peso alla nascita (MD 75.38 g; IC 95% 22.88 – 127.88 g), a 3 mesi (MD 0.21 kg; IC 95% 0.13 – 0.28 kg), a 6 mesi (MD 0.46 kg; IC 95% 0.33 – 0.58 kg), a 9 mesi (MD 0.50 kg; IC 95% 0.01 – 0.99 kg) e a 12 mesi (MD 0.32 kg; IC 95% 0.12 – 0.52 kg).

L’analisi per sottogruppi ha evidenziato che bassi dosaggi di vitamina D (≤2000 UI/die) erano associati a ridotto rischio di mortalità fetale o neonatale (RR, 0.35; IC 95% 0.15 – 0.80), ma dosaggi più alti (>2000 UI/die) non riducevano il rischio (RR, 0.95; IC 95% 0.59 – 1.54).

Conclusioni

La supplementazione di vitamina D in gravidanza è risultata associata a minor rischio di neonati piccoli per l’età gestazionale e ha aumentato l’accrescimento del bambino, senza rischio di mortalità fetale o neonatale o anomalie congenite.

La supplementazione di vitamina D a dosi di 2000 UI/die o minori può ridurre il rischio di mortalità fetale o neonatale.

 

JAMA Pediatr. 2018 May 29. doi: 10.1001/jamapediatrics.2018.0302. [Epub ahead of print]
Association Between Vitamin D Supplementation During Pregnancy and Offspring Growth, Morbidity, and Mortality: A Systematic Review and Meta-analysis.
Bi WG, Nuyt AM, Weiler H, Leduc L, Santamaria C, Wei SQ.

 

https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2681636

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