Terapia endocrina adiuvante a lungo termine

 

 

Una revisione sistematica stima il rischio cardiovascolare in donne sopravvissute al cancro al seno.

 

 

 

 

Obiettivi

Investigare l’effetto delle terapie endocrine su alcuni esiti specifici cardiovascolari, in donne con storia di cancro al seno non metastatico.

Metodi

Disegno: revisione sistematica e meta-analisi di trial controllati e randomizzati e studi osservazionali.

Fonti dei dati: Medline ed Embase fino a giugno 2018.

Criteri di eleggibilità: sono stati inclusi gli studi che indagavano il rischio di una specifica patologia cardiovascolare associata a tamoxifene o ad inibitori dell’aromatasi o confrontavano i due trattamenti tra loro, in donne con storia di cancro al seno non metastatico.

Stima ed estrazione dei dati: sono stati individuati gli studi rilevanti e i risultati sono stati estratti da un ricercatore; due diversi ricercatori hanno ripetuto la procedura in maniera indipendente. È stato utilizzato lo strumento della Cochrane Collaboration per stimare il rischio di bias nei trial randomizzati e controllati e lo strumento è stato adattato per stimare il rischio di bias negli studi osservazionali.

Risultati

Sono stati individuati 26 studi con risultati per 7 diverse patologie cardiovascolari: tromboembolismo venoso, infarto miocardico, ictus, angina, insufficienza cardiaca, aritmia e malattia vascolare periferica.

I risultati suggeriscono un aumentato rischio di tromboembolismo venoso negli utilizzatori di tamoxifene, sia rispetto ai non utilizzatori che agli utilizzatori di inibitori dell’aromatasi. I risultati erano coerenti anche con il più alto rischio di malattie cardiovascolari, infarto miocardico ed angina negli utilizzatori di inibitori dell’aromatasi, rispetto agli utilizzatori di tamoxifene; ma c’era anche il sospetto che questo fosse parzialmente dovuto ad un effetto protettivo del tamoxifene su questi esiti. I dati erano limitati e l’evidenza era generalmente in contrasto con tutti gli altri esiti cardiovascolari.

Conclusioni

In generale, la totalità delle evidenze da studi randomizzati e controllati e osservazionali suggerisce un minor rischio di tromboembolismo venoso negli utilizzatori di inibitori dell’aromatasi, rispetto agli utilizzatori di tamoxifene. L’evidenza suggerisce anche che il tamoxifene possa avere un effetto protettivo nei confronti delle malattie vascolari e cardiovascolari, che può portare al risultato di un maggior rischio di questi esiti negli utilizzatori di inibitori dell’aromatasi, quando si fa un confronto diretto trai due farmaci.

Per alcuni esiti cardiovascolari, i risultati delineano un’immagine ancora confusa, molti degli studi esistenti sono a rischio di bias.

Sono necessarie ulteriori evidenze di alta qualità per diverse patologie cardiovascolari.

Sebbene la scelta tra inibitori dell’aromatasi e  tamoxifene si basi, soprattutto, sulla loro efficacia contro le recidive del cancro al seno, il rischio individuale dei pazienti per patologie vascolari è un altro fattore importante che dovrebbe essere preso in considerazione. Le evidenze presentate in questo lavoro possono aiutare ad effettuare una scelta, al momento della prescrizione.

Systematic review registration Prospero CRD42017065944.

 

BMJ 2018; 363 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.k3845 (Published 08 October 2018)

Long term adjuvant endocrine therapy and risk of cardiovascular disease in female breast cancer survivors: systematic review

Matthews A, Stanway S, Farmer RE, Strongman H, Thomas S, Lyon AR, Smeeth L, Bhaskaran K.

 

https://www.bmj.com/content/363/bmj.k3845

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