Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) in gravidanza e malformazioni congenite del neonato

the BMJ

 

Uno studio del National Center on Birth Defects and Developmental Disabilities (NBDPS) dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, USA, valuta l’associazione tra l’uso materno di  questi antidepressivi e i difetti alla nascita, per facilitare il processo decisionale dei medici riguardo  alle donne in trattamento.

 

 

 

 

L’associazione tra l’uso materno di antidepressivi, in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), durante la gravidanza e le malformazioni congenite nei neonati è una questione ampiamente dibattuta, negli ultimi anni.

Nel dicembre 2005, la statunitense FDA (Food and Drug Administration) ha pubblicato un advisory warning sulla possibile associazione tra l’uso materno della paroxetina e i difetti cardiaci del neonato.

Recenti meta-analisi e revisioni sistematiche, che combinano i dati provenienti da più di 20 studi epidemiologici sono giunte a conclusioni contrastanti.

Gli autori di questo lavoro hanno esaminato tutti i lavori di letteratura, che valutano la relazione tra SSRI specifici e uno o più difetti congeniti specifici che sono inclusi anche nello US National Birth Defects Prevention Study (NBDPS).

Obiettivi

Effettuare un follow-up delle associazioni già segnalate tra l’uso periconcezionale degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e i difetti alla nascita, utilizzando il data base del National Birth Defects Prevention Study, del CDC.

Metodi

È stata effettuata un’analisi bayesiana, che  combina i risultati di analisi indipendenti pubblicate con i dati di uno studio multicentrico caso-controllo sulle malformazioni congenite, basato sulla popolazione.

Setting: 10 centri negli Stati Uniti.

Partecipanti: 17.952 madri di bambini con difetti alla nascita e 9.857 madri di neonati senza difetti alla nascita, identificate attraverso i certificati di nascita o gli ospedali di nascita, con parti previsti tra il 1997 e il 2009 e che sono state esposte a citalopram, escitalopram, fluoxetina, paroxetina o sertralina tra il mese precedente il parto e il  terzo mese di gravidanza.

Le stime dell’odds ratio a posteriori sono state aggiustate per tenere conto di etnia, grado di istruzione, fumo ed obesità della madre.

Principale outcome da misurare: 14 categorie di difetti alla nascita, che avevano associazioni già riportate in letteratura con gli SSRI.

Risultati

La sertralina è stato l’inibitore della ricaptazione della serotonina più comunemente riportato, ma non è stata confermata l’associazione con nessuno dei cinque difetti congeniti precedentemente segnalati.

Per nove associazioni già segnalate precedentemente tra l’uso materno di SSRI e malformazioni congenite nei neonati, i risultati sono stati coerenti con nessuna associazione.

Alti valori di odds ratio sono stati osservati per cinque difetti alla nascita associati all’uso di paroxetina: anencefalia 3,2 (IC 95% 1,6-6,2), difetti del setto atriale 1,8 (1,1- 3,0), ostruzione del tratto di efflusso ventricolare destro 2,4 (1,4-3,9), gastroschisi 2,5 (1,2-4,8) e onfalocele 3,5 (1,3-8,0) e per due difetti associati all’uso di fluoxetina: ostruzione dell’efflusso ventricolare destro 2 (1,4 -3,1) e craniosinostosi 1,9 (1,1-3,0).

Conclusioni

I risultati  forniscono prove rassicuranti per alcuni SSRI, ma suggeriscono anche che alcune malformazioni congenite si verificano con una frequenza dalle  2 alle 3,5 volte maggiore tra i neonati di donne trattate con paroxetina o fluoxetina, in gravidanza.

 

J Reefhuis, O Devine, JM Friedman, C Louik, MA Honein,

Specific SSRIs and birth defects: bayesian analysis to interpret new data in the context of previous reports

BMJ 2015;351:h3190

 

Link: http://www.bmj.com/content/351/bmj.h3190

 

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