Benzodiazepine e rischio polmonite: un dibattito aperto

International Journal of Geriatric PsychiatryUna recente meta-analisi su 10 studi osservazionali e 120 mila casi di polmonite evidenzia un’associazione tra uso di benzodiazepine e aumento del rischio di sviluppare polmonite.

Fonte: International Journal of Geriatric Psychiatry

 

Le benzodiazepine e i suoi derivati (es. diazepam, lorazepamclonazepamalprazolam, midazolam, ecc.) sono una classe di composti molto diffusi, specialmente nella popolazione geriatrica, che presentano varie indicazioni d’uso nel trattamento di numerose patologie psichiatriche e non, quali: insonnia, disturbo d’ansia, attacchi di panicoepilessia, e molte altre.

Si tratta di farmaci in commercio da più di 50 anni, dei quali si conosce a fondo il meccanismo d’azione e le problematiche associate alla terapia, come l’assuefazione (che determina la necessità di aumentare le dosi per ottenere gli stessi effetti) nonché il rischio di sviluppare dipendenza e sintomi d’astinenza. Sono altrettanto ben note le reazioni avverse, legate principalmente ad un eccesso dell’effetto sedativo.
Esistono inoltre evidenze che riguardano un possibile decadimento cognitivo legato all’utilizzo cronico, come anche una depressione del sistema immunitario. Questi rappresentano una vera e propria sfida per i ricercatori, in quanto la presenza di innumerevoli elementi confondenti, legati alla multifattorialità di tali condizioni cliniche, limitano la capacità di attribuire un ruolo netto e univoco alle benzodiazepine.

Il dibattito rimane aperto riguardo alla possibile associazione causale con la polmonite.

Recentemente, un articolo pubblicato sull’International Journal of Geriatric Psychiatry ha analizzato 6 studi caso-controllo e 4 studi di coorte, totalizzando più di 120 mila casi di polmonite avvenuti in USA, in Europa e in Asia, in una popolazione di adulti e anziani.
Sia l’analisi statistica cumulativa (sull’intera popolazione) che su specifici sottogruppi (stratificati, ad esempio, per studio di provenienza, per sostanza in uso, per età o per finestra temporale di esposizione al farmaco) hanno mostrato che i pazienti esposti alle benzodiazepine, in special modo gli utilizzatori attuali – definiti come pazienti a cui è stata fatta una prescrizione negli ultimi 30 giorni – e in misura minore gli utilizzatori recenti – prescrizione datata tra i 31 e i 90 giorni antecedenti – avevano un maggior rischio di andare incontro a polmonite.
Questo studio presenta certamente numerose limitazioni, a partire dalla natura osservazionale, per proseguire con l’eterogeneità degli studi presi in esame, differenti per disegno dello studio, criteri di arruolamento, età dei pazienti, farmaci in uso, definizione della finestra di esposizione e non da ultimo la definizione stessa di esposizione.

In ogni caso, gli autori concludono che nonostante il rischio relativo di contrarre polmonite in seguito all’uso di benzodiazepine sia tuttalpiù modesto, il fatto che i maggiori utilizzatori di benzodiazepine siano gli anziani, popolazione particolarmente vulnerabile, deve mettere in guardia il medico clinico, imponendogli un utilizzo scrupoloso e circoscritto a coloro che presentano chiare e specifiche indicazioni terapeutiche.

 

Sun G, Zhang L, Zhang L, Wu Z, Hu D. Benzodiazepines or related drugs and risk of pneumonia: A systematic review and meta‐analysis.
Int J Geriatr Psychiatry2019;1–9. https://doi.org/10.1002/gps.5048

LinkedIn
Share
Instagram
WhatsApp