Introduzione
La politerapia rappresenta un problema clinico significativo, soprattutto nei pazienti anziani, a causa dell’aumentato rischio di reazioni avverse ai farmaci (ADR). Questa popolazione è spesso affetta da molteplici comorbilità ed è tipicamente seguita da diversi specialisti, il che può portare all’uso concomitante di più farmaci, comunemente definito politerapia quando vengono prescritti cinque o più farmaci. L’uso di numerosi farmaci aumenta il potenziale di interazioni farmacologiche (DDI), incrementando così la probabilità di ADR. La riduzione della politerapia è emersa come una potenziale strategia per mitigare il rischio farmacologico. Sebbene i benefici teorici della riduzione della politerapia siano ben riconosciuti, i dati clinici del mondo reale sono essenziali per comprovarne l’efficacia e la sicurezza. L’interruzione di alcuni farmaci può rivelarsi benefica in alcuni casi, ma potenzialmente dannosa in altri. Questo studio si propone di presentare una serie di casi che evidenziano l’impatto clinico positivo della riduzione della politerapia nei pazienti anziani con politerapia.
Presentazione dei casi
Il primo caso riguarda un uomo di 86 anni affetto da malattia di Alzheimer, che presentava deliri, declino cognitivo e disturbi comportamentali. Il secondo caso riguarda una donna di 88 anni allettata, affetta da demenza vascolare, caratterizzata da allucinazioni e deliri. Il terzo caso riguarda una donna di 82 anni con disturbo depressivo maggiore, parkinsonismo e cerebropatia vascolare, che manifestava sonnolenza e confusione. In tutti e tre i casi, la sospensione dei farmaci ha portato a un netto miglioramento o alla completa risoluzione dei sintomi clinici. I pazienti sono stati selezionati in base all’insorgenza di reazioni avverse ai farmaci e alla presenza di sintomi clinici preoccupanti. I regimi terapeutici sono stati esaminati a fondo da un team multidisciplinare composto da farmacologi clinici e geriatri, utilizzando strumenti come Intercheck e DrugPin per identificare potenziali interazioni farmacologiche. Il miglioramento clinico e la risoluzione dei sintomi sono stati utilizzati come misure di esito per valutare l’efficacia della sospensione dei farmaci.
Conclusione: Questa serie di casi illustra come una sospensione attenta e basata sull’evidenza scientifica dei farmaci nei pazienti anziani in politerapia possa ridurre significativamente l’incidenza di reazioni avverse ai farmaci, migliorando così gli esiti clinici e l’aderenza terapeutica. Questi risultati sottolineano l’importanza di integrare la sospensione dei farmaci nella routine geriatrica come approccio personalizzato e centrato sul paziente.
Parole chiave: Anziani; reazioni avverse ai farmaci; sospensione dei farmaci; interazioni farmacologiche; rischio farmacologico; politerapia.
Curr Drug Saf. 2026 Mar 19.doi: 10.2174/0115748863426442251204095022. Is “More” Always Better than “Less”? Deprescribing to Improve Patients’ Clinical Outcomes: A Case Series. P Gareri, G Marcianò, A Siniscalchi, V Rania, I Gareri, C Vocca, C Palleria, L Gallelli
L’abstract in lingua inglese
La Malattia di Alzheimer (MA) per la sua crescente incidenza e prevalenza è una priorità di salute pubblica. I suoi effetti sociali sono di grande rilevanza in tutto il mondo. Gli autori del presente studio hanno cercato di identificare le opzioni terapeutiche che effettivamente riducono il rischio di mortalità e ospedalizzazione in un contesto di reale pratica clinica.