Esposizione a Infliximab durante la gravidanza: esperienza post-marketing

Un grande studio ha condotto un’analisi cumulativa delle gravidanze in cui vi è stata un’esposizione gestazionale all’Infliximab utilizzando il database di sicurezza globale della casa farmaceutica Janssen.

Si stima che 2,9 milioni di pazienti siano stati trattati con Infliximab  [IFX] (Remicade) in tutto il mondo fino al 23 agosto 2018. Tuttavia, nonostante il suo uso diffuso, l’effetto dell’IFX nelle donne in gravidanza non è ancora del tutto chiaro. Le donne in età fertile sono spesso trattate con anticorpi monoclonali per controllare le malattie infiammatorie croniche e debilitanti.

Infliximab può attraversare la placenta dopo il primo trimestre di gravidanza. Pertanto, sono necessarie prove per ottimizzare il trattamento, valutando attentamente benefici e rischi per la madre e il bambino.

Sono state identificate dal database di sicurezza, 1850 gravidanze in cui è nota un’esposizione a IFX con esiti noti. Di queste 1526 (82,5%) hanno dato esito positivo con bambini nati vivi. La maggior parte delle donne presentava la malattia di Crohn (67,7%) o la colite ulcerosa (18,4%).

L’82,8% dei nati vivi era stato esposto all’IFX nel primo trimestre.

Sono stati documentati: aborto spontaneo / morte intrauterina / gravidanza ectopica / gravidanza molare (12,1%), nascite pretermine (9,2%), neonati a basso peso alla nascita (3,6%), anomalie congenite (2,0%) e infezioni infantili (1,2%).

Il tipo di anomalie congenite e la frequenza delle infezioni infantili gravi osservate erano comparabili con la popolazione generale. Le frequenze di anomalie congenite e altri esiti avversi erano simili nelle donne esposte all’IFX nel primo trimestre e in quelle esposte nel terzo trimestre.

Sono state segnalate più nascite pretermine (13-18,8%) e complicanze infantili (8,7-12,5%) con l’uso concomitante di immunosoppressori.

Conclusioni

Sulla base di questa analisi, la prevalenza di esiti avversi in gravidanza nel parto e nel neonato è coerente con quella della popolazione generale e con i dati pubblicati sulle terapie del TNFi. I nostri risultati forniscono un riassunto descrittivo dettagliato dell’esposizione materna all’IFX e agli esiti clinici avversi del bambino, come anomalie congenite e infezioni, che possono aiutare i medici e le donne in età fertile nei loro piani di trattamento e nel processo decisionale.

Bibliografia

Geldhof, A., Slater, J., Clark, M. et al. Exposure to Infliximab During Pregnancy: Post-Marketing Experience. Drug Saf (2019). Leggi l’articolo qui.

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Centro Regionale FarmacoVigilanza Sardegna

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