Lumateperone: antipsicotico con ridotti effetti avversi metabolici di risperidone

Un nuovo farmaco antipsicotico atipico, in fase di sperimentazione clinica in Europa per il trattamento della schizofrenia, mostra un miglior profilo di sicurezza rispetto a risperidone in merito alla capacità di causare o peggiorare la sindrome metabolica. Anche se negli USA è già un farmaco approvato da FDA, rimane ancora da stabilire la superiorità rispetto alle cure attuali da parte delle autorità Europee.

 

 

Il trattamento di prima linea per la schizofrenia si associa spesso a numerosi eventi avversi da farmaco, tra i quali la sindrome metabolica, che implica una disfunzione del metabolismo dei lipidi (fino all’obesità) associata ad ipertensione arteriosa e predisposizione al diabete, condizioni che determinano un elevato rischio cardiovascolare, e che pertanto possono limitare l’utilizzo di alcuni farmaci antipsicotici.

Il lumateperone è un antipsicotico atipico approvato negli USA per il trattamento della schizofrenia, ma si trova ancora in fase di sperimentazione clinica in Europa.

I dati più recenti che riguardano questo farmaco sono stati presentati recentemente al congresso dell’American Society of Clinical Psychopharmacology, avuto luogo il 29-30 maggio 2020.

Due studi clinici randomizzati a breve termine su 511 pazienti e uno studio prospettico open label su 602 pazienti sono stati analizzati; nei primi, veniva utilizzato il risperidone come controllo attivo, mentre nel secondo il lumateperone veniva sostituito a risperidone nell’arco temporale di un anno.

Risultati:

Negli studi a breve termine (4-6 settimane) si è visto che la prevalenza di sindrome metabolica al momento dell’arruolamento era simile tra i due bracci (16% vs 19%), mentre al termine dello studio la prevalenza risultava del 13% per lumateperone e 25% per risperidone. Una percentuale maggiore di pazienti trattati con lumateperone (46%) rispetto a risperidone (25%) è andata incontro a miglioramento della sinfrome metabolica durante la terapia, mentre invece una percentuale più alta (13% vs 5%, risperidone vs lumateperone) ha sviluppato sindrome metabolica durante il trattamento.

Nello studio a lungo termine, in cui i pazienti sono passati da risperidone a lumateperone, il 36% di pazienti affetti da sindrome metabolica all’inizio dello studio (33% del totale) è andato incontro a miglioramento nell’arco di 1 anno.

Conclusioni: Il lumateperone ha mostrato un migliore profilo di sicurezza rispetto a risperidone per quel che riguardo l’impatto sul metabolismo dei lipidi e la sindrome metabolica, il che potrebbe renderlo un trattamento particolarmente promettente in pazienti che presentano un elevato rischio cardiovascolare.