Uso di antipsicotici durante la gravidanza e sicurezza nelle donne in gravidanza e nei neonati

Contesto

Nonostante il crescente utilizzo di antipsicotici durante la gravidanza, le valutazioni complete dei loro profili di sicurezza, basate su dati globali, rimangono limitate. Obiettivo di questo studio è stato quello di valutare la sicurezza di vari antipsicotici durante la gravidanza confrontandoli con la quetiapina, che dispone di dati di sicurezza relativamente ampio.

Metodo

Utilizzando il database di farmacovigilanza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (1968-2023; n = 131.255.418 segnalazioni), abbiamo identificato 11.406 segnalazioni da esposizione ad antipsicotici durante la gravidanza. È stata eseguita un’analisi di disproporzionalità per calcolare gli odds ratio (ROR) di segnalazione per eventi avversi in gravidanza, fetali o neonatali associati ad aloperidolo, ziprasidone, clozapina, olanzapina, risperidone, aripiprazolo e paliperidone, rispetto a quetiapina.

Risultati

L’aloperidolo ha avuto una frequenza di segnalazione significativamente più alta per malformazioni congenite rispetto alla quetiapina (ROR 3,83; IC 95%, 2,62-5,59). Non sono state riscontrate differenze statisticamente significative per altri antipsicotici riguardo a malformazioni congenite o complicazioni neonatali rispetto alla quetiapina. Tutti gli antipsicotici studiati hanno avuto frequenze di segnalazione inferiori per diabete mellito gestazionale rispetto alla quetiapina (ROR complessivo 0,22; IC 95%, 0,18-0,28). Aloperidolo, clozapina, olanzapina, risperidone e aripiprazolo sono stati segnalati con maggiore frequenza per aborto o morte fetale. Paliperidone e ziprasidone hanno avuto frequenze di segnalazione simili o inferiori per esiti avversi maggiori rispetto alla quetiapina, sebbene le conclusioni relative a ziprasidone siano limitate dal numero limitato di segnalazioni e dalla percentuale relativamente elevata di esiti avversi della gravidanza.

Limitazioni dello studio: dati incompleti e bias di segnalazione ostacolano l’accertamento della causalità.

Conclusioni: rispetto alla quetiapina, diversi antipsicotici con dati di sicurezza meno consolidati, in particolare ziprasidone e paliperidone, potrebbero rappresentare alternative sicure per l’uso in gravidanza. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per verificare questi risultati e garantire la sicurezza di questi antipsicotici come opzioni terapeutiche durante la gravidanza.

Parole chiave: Antipsicotici; Globale; Gravidanza; Organizzazione Mondiale della Sanità.

Dichiarazione di conflitto di interessi: Tutti gli autori hanno dichiarato di non avere conflitti di interessi.

J Affect Disord. 2025 Mar 15:373:495-504. doi: 10.1016/j.jad.2024.12.102. Epub 2025 Jan 2. Antipsychotic use during pregnancy and outcomes in pregnant individuals and newborns. Hanseul Cho, Hyesu Jo, Yi Deun Jeong, et al.

Lo studio completo in lingua inglese

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39755128

Reazioni avverse a olanzapina, clozapina e loxapina nei bambini e nei giovani: una revisione farmacogenetica sistematica

I bambini e i giovani trattati con farmaci antipsicotici (AP) sono particolarmente vulnerabili alle reazioni avverse ai farmaci (ADR) e inclini a una scarsa risposta al trattamento. In particolare, variazioni interindividuali nell’esposizione al farmaco possono derivare dal metabolismo differenziale degli AP da parte dei citocromi, soggetti a polimorfismo genetico. CYP1A2 è fondamentale nel metabolismo degli AP olanzapina, clozapina e loxapina, il cui profilo di sicurezza richiede cautela.

In questa revisione sistematica pubblicata su Pharmaceuticals da Merino et al., sono stati osservati i profili farmacogenetici eventualmente associati alle reazioni avverse dei farmaci antipsicotici e alla perdita di efficacia nei bambini e nei giovani. La revisione sistematica è stata condotta su quattro database, seguendo le raccomandazioni e la checklist 2020 sugli elementi di segnalazione preferiti per le revisioni sistematiche e le meta-analisi (PRISMA) 2020, con una valutazione della qualità.

Le reazioni avverse più frequenti sono state l’aumento di peso e la sindrome metabolica (18; 56,3%), seguite dall’ inefficacia terapeutica (8; 25%) e le reazioni avverse neurologiche (7; 21,8%). Il punteggio di qualità medio complessivo era 11,3/24 (±2,7). In 11 studi (34,3%), la genotipizzazione si è concentrata sullo studio dei citocromi. I risultati riguardanti le possibili associazioni a volte erano contrastanti. Tuttavia, i casi di miglioramento clinico maggiore sono stati favoriti dalla genotipizzazione. Ancora, CYP1A2 rimane poco studiato.

Gli autori concludono che ulteriori studi sarebbero necessari per migliorare la valutazione del rapporto rischio-beneficio della prescrizione per bambini e giovani trattati con olanzapina, clozapina e/o loxapina.

Bibliografia

Merino D, Fernandez A, Gérard AO, Ben Othman N, Rocher F, Askenazy F, Verstuyft C, Drici MD, Thümmler S. Adverse Drug Reactions of Olanzapine, Clozapine and Loxapine in Children and Youth: A Systematic Pharmacogenetic Review. Pharmaceuticals (Basel). 2022 Jun 14;15(6):749.

Leggi l’articolo completo qui.

Reazioni di fotosensibilità farmaco-indotte: un update sui farmaci coinvolti, sulla prevenzione e gestione delle reazioni avverse

Le manifestazioni cutanee da fotosensibilità sono reazioni avverse (ADR) che si manifestano in risposta all’associazione di due fattori: l’assunzione di un farmaco e l’esposizione a radiazioni ultraviolette o dello spettro visibile. Oltre all’esposizione a radiazioni ultraviolette (UV) anche le caratteristiche del farmaco sono cruciali nella genesi di questo tipo di reazioni.

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