Danno renale da FANS: un’analisi del mondo reale basata sul database FAERS

Obiettivo: questo studio mira a valutare il rischio di danno renale associato ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), con particolare attenzione ai livelli di rischio di segnalazione e ai tempi di insorgenza del danno nei diversi FANS.

Metodi: È stato condotto uno studio di farmacovigilanza utilizzando i dati del database FAERS (n.d.r. FDA Adverse Event Reporting System= Sistema di segnalazione di reazione avversa del FDA statunitense) da gennaio 2004 a dicembre 2023. Sono state identificate le segnalazioni di danno renale e il rilevamento del segnale è stato eseguito utilizzando i metodi di reporting odds ratio (ROR) e di Bayesian confidence propagation neural network (BCPNN). Lo studio ha confrontato l’incidenza, i tassi di mortalità e i tempi di insorgenza del danno renale per cinque FANS.

Risultati: Tra i 7436 casi di danno renale associato a FANS analizzati, i pazienti anziani presentano un rischio aumentato di danno renale associato all’uso di FANS. L’ibuprofene ha registrato il numero più alto di segnalazioni (3475 casi, 46,7%), mentre il celecoxib il più basso (542 casi, 7,3%). L’ibuprofene ha mostrato il segnale più alto con danno renale (ROR 3,3, IC025 1,7), mentre il celecoxib ha mostrato il più basso (ROR 1,4, IC025 0,4). L’aspirina ha registrato il più alto tasso di mortalità associato a danno renale (18,7%), mentre l’ibuprofene il più basso (3,8%). Il tempo mediano di insorgenza del danno renale è stato di 6 giorni, con il 79,3% degli eventi avversi verificatisi entro i primi 30 giorni di utilizzo.

Conclusione: Lo studio indica che l’ibuprofene presenta il segnale più elevato di danno renale, mentre il celecoxib mostra il segnale più basso. La probabilità di danno renale associato all’uso di FANS è maggiore nei pazienti anziani e tutti e cinque i FANS studiati sono associati a una maggiore probabilità di danno renale acuto. Il danno renale correlato all’uso di FANS tende a manifestarsi precocemente nel processo di trattamento, con potenziali conseguenze gravi. A causa dei limiti intrinseci degli studi di farmacovigilanza, alcuni risultati richiedono un’ulteriore convalida, come gli studi di coorte. Ciononostante, il potenziale aumento del rischio di danno renale deve essere preso in considerazione nella cura del paziente.

Parole chiave: Data mining; FAERS; FANS; Farmacovigilanza.

Dichiarazione Conflitto di interessi: gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse.

Int Urol Nephrol. 2025 Mar;57(3):957-963.doi: 10.1007/s11255-024-04263-7. Renal injury in NSAIDs: a real-world analysis based on the FAERS database. Haojie X, Jiaming C, Hongyi Z, Fenglong F, et Al.

L’abstract in lingua inglese

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39488798

Rischi ed eventi avversi collegati all’automedicazione

La pratica dell’automedicazione è un fenomeno assai diffuso, che attualmente sta attraversando un rapido sviluppo. Mentre i rischi teorici dell’automedicazione sono stati ampiamente discussi in letteratura in realtà esistono pochi dati dettagliati sulla farmacovigilanza riguardanti le caratteristiche e le conseguenze di questo utilizzo nella vita reale. Uno studio francese si è occupato di descrivere i pochi dati disponibili, nonchè la direzione da seguire al fine di ridurre al minimo i rischi terapeutici, che ovviamente non sono ben noti e chiaramente non sufficientemente segnalati.

 

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